Pagine libere per una nuova cultura della montagna

17 Dicembre 2025

Non solo Cortina, non solo Olimpiadi. La montagna, nel suo insieme, diventa oggetto di analisi da parte di chi ha la lungimiranza per comprendere le enormi potenzialità di un territorio che rappresenta la spina dorsale dell’Europa (le Alpi) e la colonna vertebrale dell’Italia (gli Appennini).

Oggi, a Torino, l’Ugl presenta il numero della rivista Pagine Libere dedicato proprio alla montagna italiana. E sceglie, come luogo di confronto, il Museo della montagna. Dimostrando, anche con queste scelte logistiche, di aver compreso l’essenza del problema: il rapporto tra il monte ed il piano. Che diventa evidente proprio a Torino, potenziale capitale alpina (non l’unica, ovviamente) che non ha saputo o voluto interpretare il proprio ruolo.

Perché per essere una capitale delle Alpi sarebbe stato necessario studiare e comprendere la montagna. Invece prima, per garantire braccia alle fabbriche, il monte è stato spopolato. Tagliando i servizi – per motivi di bilancio, ça va sans dire, non per obbligare i montanari a scendere a valle – imponendo regole, eliminando ogni alternativa. Gioanin Lamiera ordinava, la politica eseguiva.

In cambio gli stessi imprenditori del piano hanno investito in poche località da trasformare in stazioni turistiche, meglio se sciistiche. Di nuovo ignorando popolazioni e cultura, perché contava solo il business.

Torino, con l’immigrazione dal Sud, avrebbe potuto anche rappresentare l’anello di congiunzione tra Alpi e Appennini. Che proprio in Piemonte si incontrano, peraltro. Valorizzando le peculiarità delle molteplici culture che caratterizzano le due catene montuose.

Ovviamente non si è fatto nulla di tutto ciò. Ma si può sempre ripartire. Recuperando i valori del monte che non sono quelli del turismo altospendente. Indubbiamente, però, è più facile riempire una valle di cemento piuttosto di un cervello con delle idee.

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