È bastato un unico scontro aereo tra Pakistan e India per garantire a Islamabad commesse per gli aerei Jf-17, i caccia usciti vittoriosi contro i velivoli di fabbricazione francese, tali da permettere teoricamente al Pakistan di uscire dal programma del Fondo monetario internazionale entro 6 mesi.

Un accordo con l’Arabia Saudita vale già 4 miliardi di dollari, tra conversione di un prestito e nuovi acquisti. Ma sarebbero 6 i Paesi in trattativa per i caccia. E si aggiungono alla Libia che ha già siglato un mega ordine.
Non è solo una questione economica. Perché l’accordo con Riad va decisamente oltre la fornitura di aerei e di altri sistemi d’arma. E prevede interventi militari reciproci in caso di attacco ad uno dei due Paesi. Il Pakistan, peraltro, è uno stretto alleato della Cina e questo potrebbe determinare notevoli cambiamenti nello scacchiere mediorientale e del Golfo Persico. Anche alla luce di quanto sta avvenendo in Iran.

Cambiamenti rapidi, alleanze che nascono e muoiono nell’arco di poche settimane. Il tutto in un’area vicina all’Europa e che, in parte, si affaccia sul Mediterraneo, con Turchia, Israele, Libia in costante fibrillazione.

Ma non c’è da preoccuparsi: la brillante politica estera europea è riuscita ad esprimere preoccupazione per gli avvenimenti in Iran. Più o meno quello che l’Europa ha fatto di fronte allo sterminio di 70mila palestinesi a Gaza..