Beh…mi sta diventando (quasi) simpatico. Cosa che, difficilmente, avrei creduto potesse accadere.
Certo Donald Trump, the Donald, mi è sempre parso personaggio suggestivo. Eccentrico, capace di rompere gli schemi di una politica statunitense usualmente imbalsamata. E di fatto controllata da poche famiglie, oligarchia storica cui lui, Trump, non appartiene. E, anzi, dalla quale è odiato e temuto.
E, altrettanto certamente, nel suo primo, controverso, mandato come Presidente, cose buone, o per lo meno interessanti e controcorrente, ne ha fatte. E non poche.
Il cercare di frenare la deriva psico-pandemica, minimizzandola e considerandola, sotto sotto, per quello che veramente era. Una colossale truffa. E un crimine. Come si sta rivelando oggi sempre di più.
Cosa, questa, che gli valse l’odio insanabile di Bill Gates, e dei soci di Big Pharma e della finanza speculativa. In pratica ci rimise la rielezione.
E, poi, con il suo atteggiamento da mercante, aveva evitato di inasprire conflitti latenti. Intratteneva buoni rapporti commerciali con Putin. Il che lascia pensare che, se fosse rimasto lui alla Casa Bianca, non ci troveremmo sull’orlo di una nuova Guerra Mondiale.
Anzi, era riuscito, con il suo stile particolare, alternando insulti a pacche paterne sulle spalle, a superare la crisi coreana che durava da mezzo secolo e passa. La foto con Kim Jong-un è un fatto storico. Roba da meritare il Nobel per la Pace…che, invece, hanno dato a Obama. Che, poi, ha bombardato mezzo mondo.
Certo, mica è San Francesco Trump. L’assassinio del generale iraniano Suleymani avvenne sotto la sua Amministrazione. Anche se nessuno può dire chi l’abbia ordinato, la responsabilità resta comunque del Comandante in Capo.
E, poi, sia con la Cina, grande avversario commerciale, che con l’Iran le tensioni le ha acuite.
Ed ha appoggiato a spada tratta le politiche di Nethanyau. Volte a sabotare gli accordi di Oslo.
Tuttavia resta il Presidente statunitense meno guerrafondaio della storia. E non è proprio cosa da poco.
Però, proprio simpatico mai mi è stato. Con quel ciuffo arancione che sembra plastificato, il fare arrogante, le donne che sembrano cloni (tranne Melania)…
E, soprattutto, non ho mai condiviso gli entusiasmi per Trump e il trumpismo di certa destra italica.
Prescindendo dal personaggio, Trump rappresenta l’emergere prepotente di due culture politiche prettamente americane. Il Populismo e l’Isolazionismo. Le rappresenta a modo suo, forse un po’ becero, ma le rappresenta.
Sono però culture politiche difficilmente esportabili. E imitabili.
Per altro, questa Destra italica, così…fluida, si è rapidamente dimenticata dell’innamoramento per Trump. Arrivando a sposare in toto le politiche di Biden. Che ne rappresenta l’antitesi. In quanto rappresentante, o burattino che dir si voglia, del Deep State. Che lo ha portato alla Casa Bianca in modo alquanto rocambolesco. E, sicuramente, non limpidamente democratico…
E se the Donald, uomo notoriamente vendicativo, dovesse tornare nello Studio Ovale, sarei curioso di vedere come la metterebbero con la storia degli abbracci a Biden, del ganascino di Nonno Joe alla nipotina e altre cose cui ci è toccato assistere in questo quadriennio.
Adesso, però, con una sentenza assurda, un vero tranello giudiziario con la, classica, trappola costruita utilizzando una pu***na, il Deep State cerca di farlo fuori prima che si arrivi al voto. Perché, chiaramente, sanno di non poter ricorrere ad un clamoroso broglio. Come quattro anni fa.
E allora…allora Trump mi sta diventando simpatico. Anche perché, come dimostrato in passato, ha più vite di un gatto. E, probabilmente, ci riserva ancora parecchie sorprese.



