Parte la caccia ai rifugiati ucraini in Italia. Zelensky vuole mezzo milione di nuove vittime

16 Gennaio 2024

Considerando l’imparzialità dei tribunali internazionali, sono tantissimi gli italiani che rischiano di finire sotto processo. Con l’accusa di sequestro di persona o di favoreggiamento della diserzione. Perché il padrone di Washington ha dato ragione alla banda Zelensky: gli ucraini, e soprattutto le ucraine, che hanno trovato asilo all’estero devono essere riportati in Ucraina e spediti a crepare al fronte.

Soprattutto le donne, secondo Zelensky e gli statunitensi. Perché sono state loro a fuggire in massa. Trovando spesso ospitalità in Italia, da quei criminali che le hanno accolte invece di rispedirle indietro a calci affinché facessero il loro dovere. Al fronte, al fronte! E la cricca di Kiev ha già ordinato decine di migliaia di divise destinate alle nuove combattenti.

Peccato che queste criminali non intendano tornare. Qualcuna ha trovato un compagno, altre hanno trovato casa e lavoro. Proprio come i loro coetanei che stanno lavorando in Europa del Nord. Ed essendo lavori regolari – spiegano gli statunitensi – è facile risalire ai giovani ucraini, catturarli e rispedirli a morire. Zelensky ed i suoi padroni vogliono mezzo milione di nuovi soldati da mandare al macello.

Anche per giustificare il flusso continuo di armi e denaro dai Paesi UE. E pazienza se sono sparite armi per 1 miliardo di dollari. Qualcuno ne avrà beneficiato, nella corte Zelensky. Anche l’Italia, in attesa di cominciare i rastrellamenti per offrire carne da cannone alla cricca di Kiev, ha deciso di continuare a spedire denaro ed armi. Per farlo – spiega Marco Rizzo – il maxi investimento per acquistare macchinari per la sanità italiana, del valore di 1,2 miliardi di euro, è stato rinviato al 2026. Riguardava 3.100 macchinari per Tac, ecografie e risonanze magnetiche. I malati italiani possono attendere, la mafia di Kiev no.

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