Nei sondaggi il centrodestra era in caduta da tempo. Con l’ipotesi sempre più imbarazzante di dover andare da Vannacci per supplicare un accordo in vista delle prossime elezioni politiche. E senza neppure la certezza di vincerle, poiché non tutti i seguaci dell’armata Brancaleone del generale sono disposti a seguirlo in una eventuale ammucchiata con Tajani, Salvini e Meloni.
Cosa avrebbe dovuto fare, allora, una coalizione in cerca di rilancio? Semplice: ascoltare la propria base, comprendere i motivi del dissenso, le ragioni di un allontanamento dai partiti di riferimento. Ma non era possibile. Perché le ragioni della rabbia sono legate alle politiche economiche, di rapporti internazionali, di incapacità nel contrastare la delinquenza, di assenza di una proposta culturale.
E allora che si può fare? Ci si affida alla sinistra che, in un solo fine settimana, è riuscita a rianimare il centrodestra, a far crescere ulteriormente Vannacci, a dare ossigeno alla Lega, a riportare Fdi in zona positiva. Sono state sufficienti le pastasciutte antifasciste e gli scontri in Val Susa per cancellare tutti i recuperi nei sondaggi. Mesi e mesi buttati nel cesso. I sondaggi di Swg indicano un progresso dello 0,1% per Fdi, dello 0,2% per Fn e Lega, a fronte di un calo dello 0,1% dei fans di Marina Berlusconi. Sul fronte opposto calano dello 0,2% sia Pd sia 5 Stelle, non compensati dal +0,1% di Avs. Tra i cespugli solo Calenda è oltre il 3% mentre sono sempre più irrilevanti Renzi ed i sorosiani di +Europa.
Una dimostrazione evidente, eloquente, definitiva, che tutte le menate della gauche intello e della gauche in redazione, perennemente rivolte al passato sempre più lontano, non solo non sono vincenti ma rappresentano un ostacolo insormontabile per tornare a vincere.
Anche se sora Giorgia e i suoi famigli si impegnano per perdere consensi. Governo e oppofinzione giocano a Ciapanò. Tra menzogne sull’economia e fuffa antifascista. Tanto non ci sono alternative serie alla doppia farsa.
Pastasciutta antifascista e Val Susa rilanciano il centrodestra nei sondaggi
Nei sondaggi il centrodestra era in caduta da tempo. Con l’ipotesi sempre più imbarazzante di dover andare da Vannacci per supplicare un accordo in vista delle prossime elezioni politiche. E senza neppure la certezza di vincerle, poiché non tutti i seguaci dell’armata Brancaleone del generale sono disposti a seguirlo in una eventuale ammucchiata con Tajani, Salvini e Meloni.
Cosa avrebbe dovuto fare, allora, una coalizione in cerca di rilancio? Semplice: ascoltare la propria base, comprendere i motivi del dissenso, le ragioni di un allontanamento dai partiti di riferimento. Ma non era possibile. Perché le ragioni della rabbia sono legate alle politiche economiche, di rapporti internazionali, di incapacità nel contrastare la delinquenza, di assenza di una proposta culturale.
E allora che si può fare? Ci si affida alla sinistra che, in un solo fine settimana, è riuscita a rianimare il centrodestra, a far crescere ulteriormente Vannacci, a dare ossigeno alla Lega, a riportare Fdi in zona positiva. Sono state sufficienti le pastasciutte antifasciste e gli scontri in Val Susa per cancellare tutti i recuperi nei sondaggi. Mesi e mesi buttati nel cesso. I sondaggi di Swg indicano un progresso dello 0,1% per Fdi, dello 0,2% per Fn e Lega, a fronte di un calo dello 0,1% dei fans di Marina Berlusconi. Sul fronte opposto calano dello 0,2% sia Pd sia 5 Stelle, non compensati dal +0,1% di Avs. Tra i cespugli solo Calenda è oltre il 3% mentre sono sempre più irrilevanti Renzi ed i sorosiani di +Europa.
Una dimostrazione evidente, eloquente, definitiva, che tutte le menate della gauche intello e della gauche in redazione, perennemente rivolte al passato sempre più lontano, non solo non sono vincenti ma rappresentano un ostacolo insormontabile per tornare a vincere.
Anche se sora Giorgia e i suoi famigli si impegnano per perdere consensi. Governo e oppofinzione giocano a Ciapanò. Tra menzogne sull’economia e fuffa antifascista. Tanto non ci sono alternative serie alla doppia farsa.
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