Pechino, il grande mediatore

23 Settembre 2026

 

 

La Cina si sta ritagliando, con forza e decisione, un nuovo ruolo sulla scena internazionale.

 

Ed è un ruolo perfettamente confacente sia alla sua natura storica, sia alla sua proiezione politica per il futuro.

Il ruolo di mediatore. O meglio di Grande Mediatore, colui che cerca di dare soluzione politica alle controversie internazionali.

Evitando che degenerino in conflitti armati.

 

Questo è il ruolo che Pechino si sta ritagliando. E non per un qualche “pacifismo” ideologico. Anzi, è proprio la storia della Cina a dettate l’agenda della Città Proibita.

 

Pechino non mira ad espandersi territorialmente, come Impero. Cerca, invece, di esercitare un controllo su traffici e commerci, restando, al contempo, chiusa nei suoi, già per altro estremamente vasti, confini.

 

Questo, naturalmente, non significa una qualche forma di neutralità. O peggio di “pacifismo”.

Il governo cinese ha obiettivi precisi. E li persegue con estrema decisione.

Tra questi ha un ruolo primario il commercio con la Russia. Che è un grande produttore di materie prime, in particolare gas e petrolio, essenziali per la crescita dell’economia cinese.

 

Poi vi è la libertà di commerciare, di esportare nel mondo i prodotti della propria industria. La nuova Via della Seta 2.0 e il “Nobile filo di perle”, marittimo, ne sono i due esempi più famosi. Anche se non i soli.

 

Il governo cinese, i Signori della Città Proibita preferiscono evitare i contrasti diretti, per quanto è possibile.

Questo non significa, però, che non si preparino alla guerra.

 

Sanno perfettamente di essere nel mirino di Washington. E che solo il complesso intreccio di interessi finanziari rende più difficile, o per lo meno allontana il momento di confronto/scontro con gli States.

 

Che, però, prima o dopo verrà. Tant’è che Pechino vi si sta preparando secondo una logica prettamente cinese.

Logica difficile da comprendere per noi occidentali. E ancora più per gli statunitensi, che considerano la storia iniziata appena due secoli fa.

La Cina, i cinesi ragionano in termini e tempi, infinitamente più lunghi.

 

Ed hanno pazienza. Molta pazienza.

 

 

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