Peng e le altre donne del Sud globale spiazzano femministe ed analisti occidentali

16 Luglio 2024

Peng Liyuan. Un nome pressoché sconosciuto sino a poche settimane orsono. E che adesso sta provocando il crescente interesse degli analisti geopolitici. Soprattutto quelli che si eccitano per la presenza di donne ai vertici della politica dell’Occidente collettivo ma che, poi, restano perplessi di fronte ai ruoli delle donne nei Paesi del Sud globale e dei governi dei cattivi.

Peng è la moglie di Xi Jinping e, negli ultimi tempi, sta comparendo sempre più di frequente in pubblico, e non soltanto come accompagnatrice del marito. Nel tour in Europa, ad esempio, i media cinesi le hanno riconosciuto un ruolo importante come “ambasciatrice ombra” e come protagonista di un nuovo soft power di Pechino. E considerando l’abitudine, anche italiana, di ossequio nei confronti delle istituzioni, le considerazioni dei media valgono come posizione ufficiale del partito comunista prima ancora che del governo. E, come avrebbe detto Peppone a Brescello, in questo Paese comandano i comunisti e non il sindaco..

Ma Peng è anche un alto ufficiale dell’esercito, ed è stata lei ad introdurre il marito nei livelli più elevati della politica cinese. Ed è sempre lei, adesso, a favorire o stroncare le carriere di generali e ministri. Spiazzando gli analisti occidentali, ancora fermi alla vedova di Mao. Jiang Qing o Chiang Ching, a seconda delle preferenze di scrittura, una delle sostenitrici più estreme della rivoluzione culturale e poi, caduta in disgrazia dopo la morte di Mao, condannata a morte come membro della “banda dei 4”. Pena trasformata in ergastolo scontato ai domiciliari prima del suicidio.

Precedenti che preoccupano gli atlantisti. Ma, in realtà, preoccupa soprattutto l’ascesa delle donne nel Sud globale, perché va a minare la narrazione occidentale su un mondo maschilista ed oppressivo, discriminatorio e violento. Non si può raccontare, ai beoti che si fidano dei media atlantisti, la storia di Evita Peron e neppure quella di Christina Kirchner. Non si può raccontare che la percentuale di donne che frequentano le università in Iran è superiore a quella dei colleghi maschi.

E non si può neppure parlare del ruolo di Kim Yo-jong, sorella di Kim Jong-un, nella Corea del Nord. Presenza costante chd indica il peso della giovane donna nelle decisioni del fratello. Ma alle femministe occidentali non piace. Il Sud globale deve essere cattivo ed arretrato. Con le donne umiliate e senza prospettive. Indira Ghandi era un uomo, Claudia Sheinbaum è un maschio, Sahle-Work Zewde pure, così come Sahle-Work Zewde.

Invece, guarda caso, non risultano presidenti donne negli Stati Uniti, e neppure in Francia dove il Fronte repubblicano ha sbarrato ogni volta la strada dell’Eliseo a Marine Le Pen..

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