Pensioni più povere per l’Italia in versione Bangladesh

7 Gennaio 2024

Tanto tuonò che piovve. Ed a forza di insistere il circolo della Garbatella ha partorito un’idea. Disastrosa, purtroppo. E passata sostanzialmente sotto silenzio, come si trattasse di una delle tante proposte prive di senso. Invece è illuminante per ciò che riguarda la visione meloniana del futuro italiano. Si vanno a colpire i pensionati, dunque i soggetti più deboli ed indifesi, per dare un segnale chiaro della direzione di marcia complessiva.

Il primo tassello risponde alla dichiarazione di Giorgia Meloni in conferenza stampa: serve una riforma strutturale, e non episodica, che risponda al requisito della sostenibilità. Peccato che, avendo approvato il patto di stabilità europeo, la sostenibilità si traduca in una grande stangata per gli italiani. Partendo appunto da chi deve andare in pensione. Si potrà uscire dal mondo del lavoro con 41 anni di contributi, ma con un calcolo dell’assegno esclusivamente su base contributiva. Dunque penalizzante rispetto alla situazione attuale.

In pratica, secondo Marco Rizzo, per una fetta consistente di lavoratori ciò significherà una pensione mensile netta di 8/900 euro mensili, “Praticamente una pensione sociale di vecchiaia”. Non è solo una battuta. Perché Forza Italia, da tempo, vuole portare l’assegno minimo a quegli stessi livelli. Dunque lavorare tutta la vita o sopravvivere alla meno peggio senza far nulla, garantirà il medesimo assegno pensionistico. E lo garantirà anche a chi avrà scelto di lavorare in nero, evitando di versare contributi e mettendo da parte l’equivalente.

Una impostazione, quella di lady Garbatella, perfettamente in linea con quanto è già stato fatto dal suo governo. Con il mancato adeguamento all’inflazione delle pensioni di un ceto medio sotto attacco.

E qui si vede perfettamente la logica alla base dei provvedimenti. Considerando che nei prossimi anni ci sarà un pensionato per ogni lavoratore, e considerando che le retribuzioni italiane resteranno basse, al limite o al di sotto della soglia di povertà, diventa evidente che non ci saranno le risorse per pagare le pensioni sulla base dei diritti acquisiti. Dunque occorre impoverire considerevolmente tutti coloro che abbandoneranno il lavoro, compresi coloro che lo hanno fatto negli scorsi anni.

Esiste un’alternativa? Ovviamente sì. Ma prevede la lotta contro il lavoro povero. Prevede un investimento per trasformare l’Italia in un Paese in crescita, basato su lavori di qualità e retribuiti come tali. Dunque l’alternativa è solo ipotetica, perché il modello di società neomeloniana è quello del Bangladesh. E che lo stesso Bangladesh sta abbandonando per lasciare all’Italia il ruolo di ultima della classe.

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