Rintocchi di campana. Campana a morto. Per Giorgia Meloni e il suo governo.
Non si tratta di una previsione pessimistica – o ottimistica, a seconda delle opinioni – ma di un brutale dato di fatto.
Da settimane, ormai, la Meloni continua a ricevere sonori schiaffoni in pieno volto da Donald Trump.
Che non perde occasione per deriderla e, in sostanza, insultarla.
Non si tratta della fine di un “amore”. Il dato è, totalmente, politico.
La Meloni ha tentato, per molti mesi, un gioco estremamente pericoloso. Forse senza essere pienamente cosciente di tale pericolo.
Con Trump, in modo addirittura ridicolo, spingendosi fino a proporlo per il Nobel per la Pace.
E, contemporaneamente, con la Von Der Leyen e con la Commissione Europea. Perfettamente, o quasi, allineata.
Due posizioni nella sostanza inconciliabili. Ma che, evidentemente il nostro Presidente del Consiglio credeva le permettessero di giocare un ruolo di mediazione internazionale.
Sbagliava. Anche perché un Mediatore deve avere spazio di autonomia. E forza. Non essere servile. Non essere, come Arlecchino, servo di due padroni.
Cosa fatta capo ha. Ed ora la vediamo aggirarsi stranita nei consessi internazionali. Priva di bussola. Purtroppo, spesso priva anche di dignità.
Trump è brutale. E non perdona. Non fa che irriderla ad ogni occasione.
Gli “alleati” europei ne approfittano. Hanno l’ennesima opportunità di mettere l’Italia fuori dai giochi.
E anche qui, in casa nostra, si cominciano a vedere strani movimenti.
Crosetto si sta defilando. Gli interessi di cui è portatore non coincidono più con quelli della Meloni.
Forza Italia proclama ufficialmente fedeltà al governo. Epperò lavora, sotto traccia, per un’alternativa. Ciò che dice Tajani conta ben poco. Sono i fratelli Berlusconi a decidere. Ed hanno già deciso.
La Lega sta crollando. Massacrata in prospettiva elettorale da Vannacci. E all’interno da faide che Salvini non ha la capacità di governare.
Più inquietante di tutto, il silenzio del Colle.
Mattarella sta già pensando ad un Governo tecnico con ampia maggioranza.
Ricacciando Fratelli d’Italia nel vicolo cieco dell’opposizione.
La Meloni, a questo punto, potrebbe mirare a un commissariato in Europa. Abbandonando un partito inconsistente al suo declino.
Ammesso, e non dato per scontato, che le venga offerta tale via d’uscita.


