Maduro va alla guerra. Il leader venezuelano, che si richiama a Simon Bòlivar e a Chávez, sembra deciso.
Ormai è il momento di passare alle armi. Per reagire alle, continue, interferenze dei gringos nordamericani.
Non vede altra soluzione. Passare alla difesa attiva.

Può fare sorridere. E, certo, la forza militare del suo Venezuela è cosa risibile, a fronte della flotta statunitense che già incrocia nelle sue acque. Minacciosa.
Tuttavia, la situazione è molto complessa. E rappresenta la spia, rosso pericolo, di un malessere che sta attraversando tutto, o quasi, il Sud America.
Perché Washington è stata, da quando si è insediato Trump, molto chiara. Il mondo, nel suo complesso, è sicuramente multipolare. E il gioco fra potenze – in particolare Russia, Cina e USA – risponde a troppe variabili perché vi possa essere un solo potere alla guida. Il sogno, o l’incubo, iniziato con Clinton è miseramente tramontato con la Presidenza di Biden.
Però l’America è altra cosa. Tutta l’America, dalla punta estrema dell’Alaska sino alla Terra del Fuoco. Giardino di casa. E non si discute.
Quindi Maduro diventa un problema. Che andrebbe risolto rapidamente.
Tuttavia la ribellione venezuelana non è un evento isolato.
Tutto il Sud America è in fermento. O meglio è attraversato da una febbre che rischia di diventare pericolosa. Addirittura mortale, per Washington.
E, alla Casa Bianca, questo lo sanno perfettamente. Perché Washington può prendere e poi perdere il controllo dell’Afganistan. Fa parte del gioco.
Ma non può, assolutamente, permettersi di lasciare andare via parti del suo Giardino di Casa.

Un Giardino, però, estremamente inquieto.
Il colosso brasiliano, sotto la presidenza di Lula, si è già, di fatto, chiamato fuori. Legandosi, sempre più strettamente, ai BRICS, e allontanandosi da ogni tutela di Washington.
Milei, certo, è un fedele alleato. Ma solo un cieco non vedrebbe che il suo iperliberismo sta portando l’Argentina verso il fallimento. Schiacciando sotto la soglia della miseria ampie fasce sociali.
E le elezioni negli Stati hanno visto una pesante sconfitta dell’attuale presidente. Tristi presagi per il prossimo futuro.

Poi, naturalmente, i paesi dell’area Andina. Con il Venezuela a fare da guida.
Venezuela bolivarista, che ora osa sfidare sempre più apertamente Washington .
Quasi per costringerla ad un intervento armato che, certo, avrebbe un esito prevedibile.
E, tuttavia, potrebbe rappresentare un segnale pericoloso. La prima fiamma di un incendio capace di travolgere tutto il Sud America.