Porto cinese in Perù. La Via della Seta marittima è realtà

20 Gennaio 2024

Non solo guerra. Lo scenario internazionale cambia anche sottotraccia, mentre i media atlantisti si limitano ad esultare per ogni difficoltà – comprese quelle inventate – del Sud globale. Così, tra un annuncio di sconfitte russe in Ucraina e di abbattimento di costosissimi aerei di Mosca da parte di eroici combattenti di Zelensky armati di fionda, gli uomini di Putin arrivano ufficialmente in Niger senza che i media italiani perdano tempo a raccontarlo.

Allo stesso modo si evita di dedicare spazio all’accordo tra Perù e Cina per il porto sudamericano di Chancay. Una colossale infrastruttura che farà capo alla cinese Cosco Shipping e che sarà in grado di ospitare le grandi navi mercantili che assicureranno il traffico diretto tra America Latina ed Asia. Non soltanto tra Perù e Cina, poiché il porto di Chancay mira a trasformarsi in un hub del sub continente. Dunque non solo per il rame andino, ma anche per la soia brasiliana.

Il porto, almeno per quanto riguarda la prima fase di intervento, potrebbe venir inaugurato in autunno da Xi Jinping, anche per sottolineare l’importanza strategica dell’infrastruttura. Tra l’altro è già stato progettato, vicino al porto, un polo industriale che dovrebbe servire in particolar modo alla lavorazione dei prodotti agroalimentari in arrivo dal Brasile. E proprio Brasile e Perù sono impegnati in trattative per risolvere i vari problemi di natura legale, sanitaria e logistica.

Chancay ed il suo retroporto rappresenteranno un nuovo tassello, fondamentale, nello sviluppo della Via della Seta Marittima. In questo modo, tra l’altro, i Paesi latinoamericani della costa atlantica potranno evitare di passare attraverso il Canale di Panama, risparmiando parecchi giorni di navigazione. Ovviamente per Pechino ciò rappresenterà anche la possibilità di esercitare una maggior influenza in tutta l’area.

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