Dunque…il Ministro degli Esteri tedesco, il cui nome ha minor rilevanza di quello di Topo Gigio, annuncia che la Germania avrà, presto, il più grande esercito del Continente.
Per sovramercato, la sua collega Ministro della famiglia, altro Carneade in gonnella e tacchi, precisa che tale Grande Armata comprenderà anche le donne. Perché è una questione di parità, accidenti!
Farebbe già ridere così. O piangere, a seconda di come la si guardi. Che due Ministri di ben poca consistenza, del governo più debole della storia tedesca, si slancino in tante dichiarazioni, suscita solo ilarità. Venata di malinconia.

Già, perché quelli come me, che abbiano fatto il liceo quando questo era ancora una cosa seria, e un po’ di storia se la ricordano, non possono che restare, quanto meno, perplessi. Per non dire assolutamente esterrefatti.
L’esercito tedesco, un tempo, era una realtà che faceva tremare l’intera Europa. Possente, organizzato, ben armato e ben guidato. Soprattutto con una classe di ufficiali di razza, e con soldati combattivi e decisi.
Il frutto, se vogliamo, della politica di Bismark, vecchio e orgoglioso prussiano. Che unificò la Germania – concetto che non amava – per impedire che a farlo fossero gli altri, i liberali. E le diede un imprinting precipuamente prussiano. Una, perfetta, macchina da guerra. E una mentalità militare.
Si potrebbe discutere a lungo di questo. E ricordare lo scritto di Goethe sulle due anime della Germania. Dove il genio poetico auspicava il trionfo di quella fecondata dal contatto con la civiltà greco-latina. E non di quella barbarica, rozza, militaresca.
Sappiamo che così non fu. E la storia d’Europa ne porta ancora le cicatrici.

Tuttavia non possiamo, o meglio non posso che restare esterrefatto nel vedere, d’improvviso, riemergere questo antico spirito bellicoso e barbarico. E, soprattutto, ad opera, o meglio per bocca e dichiarazioni, dell’attuale governo di Berlino.
La cui essenza, parliamoci chiaro, è incarnata dal Cancelliere Merz. Che, quanto a fascino, ne ha molto meno di un ragioniere del catasto. E sembra meno rude e bellicoso di un orsetto lavatore.
Certo, Merz sta semplicemente interpretando il ruolo che gli è stato assegnato dai suoi …padroni. Che non risiedono in Germania, e men che meno sono tedeschi. E lui, da buon impiegato del catasto (più esattamente di Black Rock) esegue puntualmente gli ordini.
Perché ormai l’Ucraina è alla frutta. Ad essere generosi. E diviene necessario trovare altra carne da cannone da scagliare contro i russi. E farsi, inevitabilmente, massacrare.
Così qualcuno, nei reconditi avelli delle grandi banche d’affari, ha pensato che potessero tornare utili i tedeschi.
E il buon, fedele Merz ha battuto i tacchi e risposto “Signorsì!” .

Mi permetto, però, di nutrire alcune perplessità. I vecchi tedeschi, quelli di Bismark , di Guglielmo II, di Hitler, non ci sono più e da un pezzo. Neppure all’Est, dove pure hanno subito a lungo la disciplina della DDR. Figuriamoci all’Ovest… Dove si può contemplare una borghesia pantofolaia, e una gioventù spesso debosciata.
Così avanza un partito come l’AfD. Che, probabilmente, vincerà, se Merz non riuscirà nel, palese, intento, di metterlo fuori legge. Perché…nazista.
Strani nazisti, però. Che vogliono la pace,
Nazisti che sostengono il dialogo con la Russia. Che non appaiono, assolutamente, disposti a spingere i tedeschi al macello in una guerra voluta da altri. Da altri che, con la Germania, nulla hanno a che fare, e che la trattano come una colonia.
Strana storia, vero?
Una fra le tante che emergono da questo mondo sull’ orlo dell’abisso. Della follia.