In Ucraina siamo arrivati ad un punto estremamente pericoloso, le decisioni ultime di Biden sui missili a lungo raggio aprono a possibili scenari catastrofici, anche se in questi ultimi due anni la catastrofe, anche in Occidente, in parte l’abbiamo già avuta, in termini economici, politici e soprattutto culturali.
Per questo qui ci sentiamo in dovere di affrontare un aspetto insidioso e forse pericoloso che riguarda appunto la cultura, perché nell’ambito della cultura fanno parte la storia, la comunicazione, l’informazione e anche la propaganda: ovviamente tutti conoscono la differenza tra l’informazione e la propaganda, ed è una banale legge della storia, quasi sempre taciuta e dimenticata, che in tempi di guerra l’informazione sparisce e su tutto finisce per dominare la propaganda.
Anche qui i motivi sono banali: chi combatte vuole vincere e usa tutti i mezzi che possiede per ottenere la vittoria, perciò è evidente che in tempi di guerra il “politicamente corretto” diventa verità di regime, propaganda per cementare il fronte interno e possibilmente ottenere qualcosa – normalmente poco – in politica estera.
Da ciò una prima affermazione pericolosa ma vera: lo si voglia o meno siamo in guerra dal 2022, anche se chi ci ha voluto portare a questo punto ovviamente presenta la situazione in modi propagandistici, progressivamente invadenti, ad uso dell’Occidente.
Ciò significa quantomeno che ogni giorno che passa l’informazione vera evapora tra gruppi sempre più ristretti, sempre più ostacolati se non perseguitati, mentre la propaganda diventa sempre più invasiva, ossessiva e totalitaria.
Proprio all’interno di questo quadro dobbiamo sfatare uno dei nodi tematici più usati dalle due opposte propagande di guerra, perché è completamente falso e può indurre molti tecnicamente ignoranti di tale questione a prendere posizioni assurde, controproducenti e completamente fuori luogo rispetto a quello che sta realmente accadendo in Ucraina.
Mosca dice infatti di combattere contro il governo nazista di Zelensky e di voler de-nazistizzare il governo dell’Ucraina mentre l’Occidente dice che il governo di Zelensky combatte per la libertà, per il sistema liberal-democratico insomma per l’Occidente.
Qui la questione del nazismo è radicalmente stravolta e usata in modo del tutto strumentale perché niente nel governo dell’attuale Ucraina può essere definito nazista, o meglio nazionalsocialista: il regime di Zelensky è senza dubbio una dittatura, certamente, ma che forse tutte le dittature nella storia sono state naziste?
Stalin o Mao o Pinochet erano nazisti? Non scherziamo. L’attuale governo ucraino è invece in mano alle élites angloamericane che sino a questo momento hanno voluto la guerra, la quale è iniziata, come sanno benissimo tutti quelli che han voluto informarsi davvero, nel 2014, quando un colpo di Stato organizzato e diretto da Victoria Nuland e dal dipartimento di Stato americano hanno imposto a Kiev un governo filo-occidentale, venendo meno a tutti i patti con la Russia, secondo i quali l’Ucraina avrebbe dovuto essere una nazione neutrale, né russa né americana.
Avrebbero mai potuto Hitler e i nazionalsocialisti combattere per il sistema imperiale anglo-americano e per la grande finanza occidentale?
Ricordiamo che Hitler iniziò la Seconda Guerra Mondiale proprio a causa degli insanabili contrasti con le liberal-democrazie occidentali, perché il Terzo Reich aveva un sistema economico, finanziario e politico incompatibile con il capitalismo liberista anglo-americano.
Cosa c’entra allora il nazismo con l’Ucraina di adesso? Assolutamente nulla, perché nell’attuale disgraziata Ucraina domina incontrastato un turbo-liberismo assoluto dettato da BlackRock e da Vanguard oltre che dalle piazze finanziarie di Londra e di Wall Street. Mosca dunque mente, come tutte le propagande: la guerra per i Russi è piuttosto un modo per tutelare le popolazioni russe dell’Ucraina e soprattutto per evitare il provocatorio accerchiamento che la NATO vuole portare alle sue porte di casa.
Ma Zelensky combatte forse per la libertà dell’Occidente?
Ma non scherziamo: il governo attuale dell’Ucraina si basa sul golpe americano del 2014, sugli aiuti anglo-americani e su un regime interno vicino al terrore, dove i partiti di opposizione – compresa la Chiesa Ortodossa russa – sono stati messi fuori legge e i contrari al governo in carica vengono sistematicamente perseguitati.
Purtroppo le questioni vere sono altre e non hanno nulla a che vedere né con il nazionalsocialismo né tanto meno con le libertà dell’Occidente: in Ucraina è in corso uno scontro mortale tra i vecchi padroni del mondo dell’Occidente che pensavano di avere a disposizione il mondo intero per la loro globalizzazione del turbo-capitalismo liberista e la Russia – che non è più comunista – e che non è nemmeno sola, perché anche la Cina, l’India e i Paesi del BRICS non sono più disponibili ad accettare supinamente gli ordini che solo qualche decennio fa venivano da Londra e da Washington.
Di conseguenza si rifletta bene e soprattutto si comprenda la dimensione della posta in giuoco: chi si schiera con l’attuale Ucraina non difende un immaginario nazismo ma sceglie di combattere per le oligarchie finanziarie dell’Occidente, che cercano di mantenere un dominio globale che oramai la storia ha cancellato, mentre chi si schiera con la Russia direttamente aiuta la Federazione russa a difendere la propria libertà mentre indirettamente combatte per l’instaurazione di un multilateralismo più rispettoso delle differenze e delle autentiche libertà delle nazioni.
Con questo si spera di aver contribuito ad un chiarimento necessario, in attesa che Trump possa iniziare un approccio completamente diverso rispetto a questo dolorosissimo e disastroso conflitto.



