La UE, in previsione dell’arrivo di Vladimir Putin a Budapest per l’incontro con Trump, ha chiesto formalmente all’Ungheria di procedere al suo arresto.
Perché il trattato, pur denunciato da Orbàn, resta ancora formalmente valido sino al 2026. E, quindi, Putin va arrestato per essere condotto davanti alla Corte Penale Internazionale. Giudicato e, ovviamente, condannato.
Allo stesso tempo, però, sempre dalla UE vengono segnali di ottimismo per il vertice Putin/Trump a Budapest. Perché, cito testualmente i comunicati, potrebbe essere il preludio ad una “pace giusta” in Ucraina.
Sembra una pochade. E, probabilmente, materia per uno psichiatra che si occupi di schizofrenici e dei loro, antitetici, comportamenti.
Invece, è l’attuale modo di concepire la politica dei vertici europei.
Che, da schizoidi, vogliono a tutti costi la guerra con la Russia. Pretendono di processare e punire Putin per aver fatto gli interessi, vitali, del paese che governa.
Al tempo stesso, però, sanno bene di aver perso. E lo sanno perché il comportamento di Trump glielo ha fatto chiaramente capire.
E allora si affannano a cercare una qualche uscita di emergenza. Che salvi tanto la capra che i cavoli.
È uno spettacolo miserevole. Vedere questa Unione Europea che va in pezzi, guidata (si fa per dire) da un’accozzaglia di meschini affaristi. Incapaci di confrontarsi con la realtà.
Realtà che è una ed una sola,
Putin ha vinto militarmente in Ucraina.
Trump, che per altro in questa guerra ci si è trovato e avrebbe preferito non iniziarla, cerca di uscirne, minimizzando il danno.
Mentre loro, i nani europei, continuano a baloccarsi con corti penali ed altre carabattole. Facendo la voce grossa. E, sinceramente, facendo solo ridere. Con un fondo di amarezza.
E il dittatorello di Kiev continua a chiedere fondi. Per continuare una guerra ormai perduta. Per distruggere ciò che ancora i russi hanno lasciato in piedi dell’Ucraina.
Oltre che, naturalmente, per ammassare una fortuna all’estero. Con l’aiuto della sua consorte, il costo dei cui abiti basterebbe a sfamare un’ intera provincia oggetto della guerra.

Una scena, come dicevo, penosa.
Orbàn, naturalmente, non darà alcun peso all’ingiunzione di Bruxelles.
Putin verrà accolto con tutti gli onori. E tratterà con l'”amico” Trump.
La storia procede. Mentre l’Europa, questa parte di Europa, declina sempre più.
Verso il nulla che rappresenta.

