Mongolia o Kazakistan? Si deciderà questa settimana, nell’incontro tra Xi Jinping e Putin, il percorso del nuovo gasdotto che aumenterà significativamente i rifornimenti di metano russo alla Cina. Ma Power of Siberia 2 avrà anche un ruolo geopolitico. Da un lato, infatti, smentirà tutte le informazioni dei media italiani a proposito del raffreddamento dei rapporti tra Pechino e Mosca, con le ipotesi sul rifiuto cinese di sostenere la realizzazione del nuovo gasdotto. Dall’altro servirà a rafforzare i legami dei due Paesi con… Già, con chi?
Inizialmente il progetto prevedeva il passaggio attraverso la Mongolia. Però la Mongolia ha cominciato a flirtare con gli Usa, trasformandosi in una potenziale minaccia per Russia e Cina. Così Mosca ha pensato bene di guardare al Kazakistan, con un progetto che avrebbe raffreddato la crescente passione kazaka per Washington.
Nel frattempo, però, anche l’amore tra Mongolia e Usa è un po’ scemato ed ora Xi Jinping e Putin dovranno gestire questa situazione imbarazzante in un’area che considerano di loro stretta competenza.
Situazione non facile, poiché presuppone scelte rapide e reazioni sempre più decise di fronte alle ingerenze statunitensi. Ovviamente Washington cura i propri interessi in ogni modo. Lo si vede anche in Medio Oriente dove non solo continua a sostenere la macelleria israeliana, nonostante le proteste nei campus, ma sta tentando di allontanare l’Arabia Saudita dall’abbraccio con i Paesi Brics. In particolare dall’Iran sotto l’aspetto geopolitico e dalla Cina per quanto riguarda la finanza. L’utilizzo della moneta cinese invece del dollaro per le vendite di petrolio sta creando non pochi problemi alla valuta statunitense. Nell’immediato e, soprattutto, in prospettiva.
Dunque occorre far pressione su Riad affinché cambi strada.
Putin da Xi Jinping. Anche per scegliere i partner del nuovo gasdotto
Mongolia o Kazakistan? Si deciderà questa settimana, nell’incontro tra Xi Jinping e Putin, il percorso del nuovo gasdotto che aumenterà significativamente i rifornimenti di metano russo alla Cina. Ma Power of Siberia 2 avrà anche un ruolo geopolitico. Da un lato, infatti, smentirà tutte le informazioni dei media italiani a proposito del raffreddamento dei rapporti tra Pechino e Mosca, con le ipotesi sul rifiuto cinese di sostenere la realizzazione del nuovo gasdotto. Dall’altro servirà a rafforzare i legami dei due Paesi con… Già, con chi?
Inizialmente il progetto prevedeva il passaggio attraverso la Mongolia. Però la Mongolia ha cominciato a flirtare con gli Usa, trasformandosi in una potenziale minaccia per Russia e Cina. Così Mosca ha pensato bene di guardare al Kazakistan, con un progetto che avrebbe raffreddato la crescente passione kazaka per Washington.
Nel frattempo, però, anche l’amore tra Mongolia e Usa è un po’ scemato ed ora Xi Jinping e Putin dovranno gestire questa situazione imbarazzante in un’area che considerano di loro stretta competenza.
Situazione non facile, poiché presuppone scelte rapide e reazioni sempre più decise di fronte alle ingerenze statunitensi. Ovviamente Washington cura i propri interessi in ogni modo. Lo si vede anche in Medio Oriente dove non solo continua a sostenere la macelleria israeliana, nonostante le proteste nei campus, ma sta tentando di allontanare l’Arabia Saudita dall’abbraccio con i Paesi Brics. In particolare dall’Iran sotto l’aspetto geopolitico e dalla Cina per quanto riguarda la finanza. L’utilizzo della moneta cinese invece del dollaro per le vendite di petrolio sta creando non pochi problemi alla valuta statunitense. Nell’immediato e, soprattutto, in prospettiva.
Dunque occorre far pressione su Riad affinché cambi strada.
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