Trump è stato chiaro. Estremamente chiaro, quasi brutale, per quelli che sono gli ordinari, e ipocriti, modi di fare e parlare diplomatici.
La UE, per lui, semplicemente non esiste. Punto e a capo.
Non è un soggetto politico con il quale dover fare i conti. Solo un aggregato di economie e finanza tenuto insieme faticosamente. Sempre più a stento.

Non ha, in sostanza, alcun potere, o più semplicemente la forza, di incidere sulla realtà politica del mondo.
Chiacchere tante. Troppe. Sostanza ben poca. O niente.
E, ovviamente, Trump si sta comportando di conseguenza.
Tratta, se possibile, con i singoli paesi europei. Non con la, cosiddetta, Unione. Non con la Von Der Leyen o i suoi accoliti. Che nessuno ha eletto, e che rappresentano interessi di conventicole finanziarie internazionali. Svincolate, totalmente, dai paesi e dai popoli europei.
Per non parlare della corruzione dilagante. Sul cui emergere oggi, prepotente, è sicuramente legittimo vedere uno zampino di Washington.
Trump è un realista. Non si muove in base a teoremi o teorie. Prende atto della realtà, e si comporta di conseguenza.
Ed oggi come oggi, la realtà dice solo una cosa. Ben chiara.
L’Unione Europea dal punto di vista politico non esiste.

Quindi il Presidente americano tratta direttamente con Mosca. Ed anche con Pechino. Che sono soggetti politici e potenze, più o meno ostlli, più o meno aperte alla collaborazione. Cosa, per altro, normale nel Concerto di Potenze che si sta delineando. E che, ormai, caratterizza la nostra epoca.
Poi, Trump si rapporta con i singoli stati europei. Berlino, Parigi, Roma… A volte dando ordini, a volte cerca di un’intesa. Sono, comunque, subalterni, o per ragioni storiche, o per l’intrinseca debolezza di oggi. Come la Francia di Macron, ormai allo sbando.
E non si tratta solo di uno strano vezzo, una posa del Tycoon entrato nello Studio Ovale.
È il modo di fare e concepire la politica di Washington che è, ormai, cambiato radicalmente.
E si può verificarlo ascoltando ciò che dice Vance. Il vice, e successore in pectore, di Trump.
I suoi toni sono ancora più duri e decisi. Questa Europa non esiste politicamente. Ed è inutile perdere tempo.
Di fatto, quello cui stiamo assistendo è l’emergere dell’altra America. Quella profonda, lontana, lontanissima dall’Europa e dalle sue alchimie politiche politicanti. Un’America che ci considera estranei. E che ci guarda con distacco.

Può non piacerci. Forse neppure fare comodo, per lo meno alle nostre cricche di governo.
Tuttavia è la realtà.
La nuova realtà del, cosiddetto, mondo occidentale.
Dobbiamo capirlo, e imparare a muoverci di conseguenza. Lasciando andare alla deriva la Von Der Leyen e i suoi accoliti. Anche qui, in Italia.
Svegliarsi. Il mondo è cambiato.