Dunque Lindsey Graham è morto. E questa, al momento, è l’unica cosa veramente certa.
Perché come e dove il politico statunitense abbia finito i suoi giorni resta cosa estremamente nebulosa.
La vicenda è arcinota, e non vale la pena continuare a pestar acqua nel mortaio.
È, però, evidente che la storia dell’infarto improvviso ed imprevisto, non appena tornato da Kiev, fa acqua da tutte le parti.
Ed è estremamente probabile che il, bellicoso, politico statunitense sia rientrato da Kiev già dentro un sacco di juta.
Trump lo piange, almeno ufficialmente. E, al tempo stesso, avvalla la fola dell’infarto.
Per altro Graham era sì un suo sostenitore – divenuto tale, per lo meno, dopo molte evoluzioni e diversi giri di valzer nel Partito Repubblicano – ma un sostenitore…ingombrante. Che suscitava più preoccupazioni di quanti voti potesse, realmente, portare.
E, poi, The Donald ha memoria lunga. Ed è rancoroso. Non può aver dimenticato gli attacchi che il senatore della Carolina gli mosse in un recente passato.
Cosa fatta capo ha. E mai sapremo la verità, visto che non è nell’interesse né di Washington, né di Mosca renderla pubblica.
Resta il fatto, palese, che chi sposa la causa di Zelensky entra in un campo minato.
I russi puntano con sempre piu decisione a chiudere la partita. Gli attacchi su Kiev si fanno sempre più massicci. L’avanzata sembra ormai inarrestabile.
E Lavrov, Ministro degli Esteri e in genere uomo di mediazione diplomatica, ha detto chiaro e tondo che, ormai, la questione Ucraina verrà risolta solo con le armi.
Trump vuole chiamarsene fuori. Senza rimetterci, certo, anzi cercando di guadagnarci. Con la vendita di armi agli europei, che poi le girano a fondo perduto a Zelensky.
Tuttavia entrare in guerra con Mosca sarebbe un altro paio di maniche.
Trump vuole evitarlo. E vuole stringere rapporti, politici e commerciali, con l'”amico” Putin.
A questo punto un personaggio come Graham era diventato ingombrante. Anzi, dannoso.
E la sua dipartita appare, tutto sommato, opportuna. Per tutti.
Resta il fatto che quanto avvenuto ci può fare capire una cosa.
Questa guerra – perché di una guerra si tratta, e per altro “Mondiale”- viene combattuta a diversi livelli.
Con non solo un sistema di alleanze a geometrie variabili, ma anche una trasversalità che non conosce veri confini.
Il nemico o l’alleato può avere un’altra nazionalità, oppure essere un tuo concittadino. Ciò che davvero conta è l’intento per cui opera.
Intento, naturalmente, variabile. Che può durare lo spazio di un mattino, o essere meramente limitato nello spazio.
Putin e Trump sono nemici. A livello globale. Tuttavia in Ucraina le loro posizioni, i loro interessi trovano più di una convergenza.
Graham, per inciso, stava forzando troppo verso la guerra. Nel momento e nel quadrante geografico sbagliato.
Che sia uscito definitivamente di scena è un vantaggio per Putin, ed anche per Trump.
Un altro fantasma che è andato ad infestare le sentine, oscure e fetide, di questa storia.
Non l’unico. Come i suoi predecessori verrà presto dimenticato.


