Chissà se i politici italiani, così avulsi dalla realtà, si aspettavano i risultati dell’annuale rapporto del Censis. Che non sarà perfetto, ma è sicuramente molto meno imperfetto rispetto alle colossali sciocchezze fornite senza ritegno da maggioranza e oppofinzione. Un dato colpisce subito: il 66,3% degli italiani attribuisce all’Occidente (a partire dagli Usa) la responsabilità delle guerre in Ucraina e Medio Oriente. Ribaltando dunque, ed in modo esplicito, le posizioni ufficiali del governo, del Quirinale, del PD, dei centristi, di +Europa.
Ovviamente vengono bocciate senza appello le proposte di aumento della spesa militare preteso dalla NATO. E visto che la politica procede in direzione contraria rispetto all’opinione degli italiani, diventano chiare le ragioni dell’astensionismo di massa. Sia alle elezioni locali sia in quelle europee. D’altronde per il 71,4% degli italiani l’unione europea è destinata a sfasciarsi se non si interverrà con riforme radicali.
Ma i signori e le signore che bivaccano sugli scranni parlamentari dovrebbero prendere atto di questo ormai prevalente sentimento di disgusto per la loro finta democrazia, per il loro squallido atlantismo, per il loro servilismo nei confronti di Bruxelles.
È una bocciatura della politica, della retorica delle istituzioni, della complicità degli organi di disinformazione. La farsa del discorso di fine anno appare finalmente per quello che è. Il re è nudo, e sono nudi tutti i cortigiani.
La bocciatura, però, si estende anche a tutti coloro che si oppongono a questo sistema autoreferenziale. Perché se due terzi degli italiani hanno compreso le responsabilità della politica di maggioranza e oppofinzione nel sostegno alle guerre degli oligarchi Usa, non è possibile che i movimenti politici davvero alternativi ottengano consensi che oscillano tra lo zero virgola e l’1%.
Occorre, dunque, rivedere non tanto gli obiettivi quanto, piuttosto, strategie ed organizzazioni. Perché il rapporto Censis indica che le immense praterie di astensionisti non sono composte da ignavi, bensì da italiani consapevoli, indignati ma rassegnati.
Rapporto Censis: gli italiani bocciano l’Occidente guerrafondaio e la politica italiana parolaia
Chissà se i politici italiani, così avulsi dalla realtà, si aspettavano i risultati dell’annuale rapporto del Censis. Che non sarà perfetto, ma è sicuramente molto meno imperfetto rispetto alle colossali sciocchezze fornite senza ritegno da maggioranza e oppofinzione. Un dato colpisce subito: il 66,3% degli italiani attribuisce all’Occidente (a partire dagli Usa) la responsabilità delle guerre in Ucraina e Medio Oriente. Ribaltando dunque, ed in modo esplicito, le posizioni ufficiali del governo, del Quirinale, del PD, dei centristi, di +Europa.
Ovviamente vengono bocciate senza appello le proposte di aumento della spesa militare preteso dalla NATO. E visto che la politica procede in direzione contraria rispetto all’opinione degli italiani, diventano chiare le ragioni dell’astensionismo di massa. Sia alle elezioni locali sia in quelle europee. D’altronde per il 71,4% degli italiani l’unione europea è destinata a sfasciarsi se non si interverrà con riforme radicali.
Ma i signori e le signore che bivaccano sugli scranni parlamentari dovrebbero prendere atto di questo ormai prevalente sentimento di disgusto per la loro finta democrazia, per il loro squallido atlantismo, per il loro servilismo nei confronti di Bruxelles.
È una bocciatura della politica, della retorica delle istituzioni, della complicità degli organi di disinformazione. La farsa del discorso di fine anno appare finalmente per quello che è. Il re è nudo, e sono nudi tutti i cortigiani.
La bocciatura, però, si estende anche a tutti coloro che si oppongono a questo sistema autoreferenziale. Perché se due terzi degli italiani hanno compreso le responsabilità della politica di maggioranza e oppofinzione nel sostegno alle guerre degli oligarchi Usa, non è possibile che i movimenti politici davvero alternativi ottengano consensi che oscillano tra lo zero virgola e l’1%.
Occorre, dunque, rivedere non tanto gli obiettivi quanto, piuttosto, strategie ed organizzazioni. Perché il rapporto Censis indica che le immense praterie di astensionisti non sono composte da ignavi, bensì da italiani consapevoli, indignati ma rassegnati.
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