Razze autoctone di bovini italiani minacciate da import di carne di qualità inferiore

19 Novembre 2024

L’autosufficienza della produzione di carne bovina in Italia è precipitata dal 48,8% del 2021 al 40,3% dello scorso anno. Dunque importiamo più carne, nonostante la sostanziale stagnazione dei consumi, e non sempre la qualità delle importazioni è a livello delle carni degli allevamenti italiani. Però gli scienziati italiani politicamente corretti, così impegnati nella battaglia contro il vino nazionale (che esportiamo in quantità rilevanti, con benefici sulla bilancia commerciale), sono molto meno loquaci quando si tratta di intervenire contro le carni di bovini americani allevati con gli ormoni. Che, evidentemente, fanno bene alla pelle..

Photo archivio Maria Infantino

Ma gli allevatori italiani sono impegnati in una battaglia globale. Da un lato per garantire la massima qualità delle carni, dall’altro lato per ridurre l’impatto ambientale, per salvaguardare i terreni marginali, per migliorare la razza dei bovini tutelando in ogni modo la biodiversità. E nel palazzo della Regione Piemonte sono stati presentati i risultati di questa battaglia che ha riguardato le razze autoctone da carne: Chianina, Romagnola, Marchigiana, Maremmana, Podolica, Piemontese oltre alla Charolaise e alla Limousine. Ma sono state coinvolte anche razze a limitata diffusione come la Calvana, la Mucca Pisana, la Pontremolese (queste tre razze, complessivamente, contano poche centinaia di vacche e sono, dunque a rischio), la Sarda, la Sardo-Modicana e la Sardo-Bruna.

Per “ragioni burocratiche” facilmente intuibili sono state inserite nello studio anche la Aberdeen Angus e la Blonde d’Aquitaine.

Il lavoro ha permesso di avviare gli interventi per rendere più efficienti i bovini, con meno malattie, maggior resistenza al cambiamento climatico, minori consumi e minor emissioni di gas. Anche se, di fatto, la responsabilità degli allevamenti al riscaldamento globale è pari a zero ed è poco più alto il contributo alle emissioni.

Quanto al futuro, l’assessore regionale piemontese all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, ha ipotizzato la creazione di un distretto della carne per valorizzare ulteriormente la Piemontese – apprezzata in tutto il mondo – garantendo una maggior redditività per gli allevatori.

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