Reporter senza vergogna. Assolvono Israele per 100 giornalisti assassinati ma si indignano per Meloni

4 Maggio 2024

Reporter senza frontiere? No, senza vergogna. Mentre l’UNESCO premia il coraggio dei giornalisti palestinesi che raccontano la macelleria israeliana a Gaza, la classifica della libertà di stampa nel mondo mette sotto accusa la Russia, la Serbia, la Siria, l’Egitto e tutti i nemici del politicamente corretto, piazzati immancabilmente in “area rossa”, ma non a caso salva Israele. Che ha assassinato in pochi mesi più di 100 giornalisti colpevoli di raccontare la verità. Ma poiché è una verità scomoda, i giornalisti possono essere sterminati senza penalizzare il governo di Tel Aviv.

Molto meglio impegnarsi nella riprovazione degli attentati alla libertà di stampa in Grecia, in Albania. Nella solita Ungheria del cattivo Orban. Invece i giornalisti incarcerati da Zelensky non contano. Non conta la chiusura dei giornali e delle TV in Ucraina.

La logica, in fondo, è chiara: se non si vuole morire basta non andare a Gaza ad infastidire Netanyahu; se non si vuole finire in galera basta sostenere acriticamente Zelensky. Mica si tratta di attacchi alla libertà di stampa. Perché i buoni ammazzano solo i giornalisti fastidiosi che vorrebbero raccontare ciò che succede davvero. Inaccettabile. Il giornalismo democratico deve limitarsi a raccontare ciò che vuole il potere dei più buoni. Deve denunciare i soprusi dei cattivi, ma solo di chi è indicato come cattivo dal pensiero unico obbligatorio.

Forse di questa libertà di stampa si potrebbe anche fare a meno.

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