Ripartiamo dalle periferie. Dalla protesta alla proposta

10 Aprile 2024

 

 

Come si può ripensare l’edilizia, alla luce della normativa europea riguardo le cosidette case green, con uno sguardo alle nuove tecnologie e anche ponendo la giusta attenzione alle periferie e utilizzando questi elementi come punti di forza e non come elementi vessatori?

Queste e altre domande sono state il punto di partenza del convegno che si è tenuto presso lo Sporting Dora ed organizzato in maniera congiunta dai sindacati Fillea e Feneal (le organizzazioni sindacali edili rispettivamente di CGIL e UIL), con la partecipazione, tra gli altri, sia delle componenti datoriali, che delle forze politiche di maggioranza e di opposizione.

Dopo l’introduzione a cura degli organizzatori, rispettivamente rappresentati da Massimo Cogliandro (Segretario FILLEA CGIL Piemonte) e Giuseppe Manta (Segretario FENEAL UIL Piemonte), che hanno dato l’avvio ai lavori, si è svolto un dibattito moderato da Claudia Luise (La Stampa)

 

Presenti sul palco:

 

Giorgio Airaudo (Segretario Generale CGIL Piemonte);

Antonio Di Franco (Segretario Nazionale FILLEA CGIL);

Stefano Costa (Segretario Nazionale FENEAL UIL);

Edoardo Di Stefano (Fridays For Future Torino);

Anna Rossomando (Senatrice PD e Vicepresidente del Senato della Repubblica);

Antonino Iaria (Deputato M5S);

Alessandro Benvenuto (Deputato Lega);

Carlo Fornaca (Presidente Ance Asti e Presidente Cassa Edile Asti)

Donato Iannece (Presidente Ance Giovani Piemonte e Valle d’Aosta)

 

Una platea eterogenea che raccoglie molte delle voci del coro che ruotano attorno al settore edile. Tra i temi trattati, la transizione ecologica ed energetica, la contrattazione e la giusta retribuzione delle maestranze, la sicurezza nei cantieri. Temi molto vari e sicuramente attualissimi.

Il dibattito ha messo in evidenza alcuni punti fondamentali. quali la necessità di un intervento pubblico che riordini le agevolazioni fiscali, le quali non possono esclusivamente essere recuperabili negli anni successivi alle spese sostenute. Tutti i presenti, compresi gli esponenti politici, sia di minoranza che di maggioranza, hanno concordato sul fatto che, soprattutto le fasce più deboli, hanno necessità di un intervento deciso da parte della mano pubblica.

Riguardo i contratti e le retribuzioni, è necessario l’utilizzo dei contratti nazionali di settore e non di altre categorie, come purtroppo accade, in modo da tutelare sia i lavoratori che le aziende, potendo competere ad armi pari.

Sul tema della sicurezza, le recenti modifiche riguardanti la cosidetta “patente a punti” hanno trovato nei presenti delle critiche su cui sarà necessario lavorare. In linea generale, l’adeguata formazione continua delle maestranze ed il giusto riconoscimento degli oneri della sicurezza possono e devono essere paletti fondamentali da cui partire.

Come Giovani Ance, il Presidente Donato Iannece ha potuto portare la visione del gruppo

«Per poter avere una seria transizione ecologica, è fondamentale a monte partire da una corretta progettazione degli edifici, che tenga conto, soprattutto nelle periferie e nei quartieri più fragili, degli aspetti sociali. Il ragionamento deve essere svolto da parte di tutta la filiera: imprese, committenti e progettisti. Nell’efficientare le nostre case, non si può prescindere dal fare un ragionamento anche sullo stato di conservazione strutturale degli immobili, oltre che sui rischi idrogeologici e sismici: non deve più essere un tabù il valutare, negli immobili, non di pregio, la demolizione e ricostruzione, anche con la mano del pubblico, in modo da ottenere quartieri che siano sicuri dal lato strutturale e di posizione nel territorio, efficienti e con valore sociale. Questi interventi dovranno tenere conto delle nuove tecnologie di costruzione e di lavorazione, per poter tutelare la sicurezza degli operai nella costruzione e la salute degli occupanti durante l’utilizzo».

Ha infine aggiunto, riguardo i cantieri privati: «Spesso negli appalti privati si assiste ai cosidetti “appalti spezzatino”, dove diventa difficile avere un coordinamento di tutte le imprese coinvolte. Se si vuole ottenere dei cantieri più sicuri ed efficienti, sarà necessario incentivare sempre di più la presenza di imprese generali, che attraverso il loro know how e la loro struttura, possano dirigere le operazioni, tutelando la sicurezza e la giusta retribuzione dei lavoratori impiegati, potendo contare sulle loro competenze organizzative per ottenere anche il giusto utile d’impresa».

Ciò che è stato di buon auspicio di questo incontro è la grande disponibilità al dialogo costruttivo di tutti i presenti e come, con le legittime diverse sfaccettature, una visione di insieme verso degli obiettivi che sono comuni a tutte le forze in campo. La speranza è che si possa, presto o tardi, andare verso il cambiamento con il dialogo tra gli attori e non a colpi di decreti legge fatti dalla sera alla mattina.

 

Condividi

Trending posts

Leggi anche