Si sta giocando una partita davvero complessa in Iran.
Una partita che presenta rischi che vanno bene oltre i confini del potere di Tehran. E rappresentano, appunto, una minaccia per tutto il mondo.
Trump non vuole accettare quello che è, ormai, un dato di fatto palese.
L’offensiva statunitense-israeliana contro l’Iran è stata un, totale, fallimento. E, per di più, estremamente controproducente.
l’Iran non solo ha retto all’assalto, ma ha anche dimostrato una capacità di reazione che i comandi statunitensi non immaginavano.
Gli alleati arabi di Washington sono oggetto di continui, pesanti, attacchi iraniani contro le basi americane.
Tanto che i comandi statunitensi hanno dovuto in parte evacuarle, per concentrare le loro difese sul territorio di Israele.
Che resta, evidentemente, la priorità, politica e strategica, per gli States.
Giratela come volete, ma gli States si trovano impelagati in un pantano dal quale non sanno più come uscire.
Anche perché il loro, influente ed ingombrante, alleato, Israele, ostacola palesemente ogni trattativa di pace.
Trump, però, non è disposto ad ammettere quella che, a tutti gli effetti, altro non è che una sconfitta.
Pretende la riapertura di Hormuz. Il che, per altro, è involontariamente comico.
Perché Hormuz era aperto, internazionale, fino all’attacco all’Iran.
Che, però, ora ha scoperto di avere in mano un’arma vitale. E non intende più recedere. Anche perché, ovviamente, non si fida degli americani.
A Trump, quindi, resta solo un’arma per ribaltare (forse) la situazione.
Ricorrere ad un mirato attacco atomico.
Pazzo? Forse…ma gli americani sono gli unici ad avere già usato l’atomica in passato. In due inutili attacchi ad un Giappone già stremato e prossimo alla resa.
Quindi….
Fino ad ora osta al progetto di Trump l’opposizione del Pentagono. Che teme di avviare una escalation di cui sarebbe difficile definire i confini.
Anche perché Mosca e Pechino difficilmente accetterebbero il ricorso americano ad armi nucleari senza reagire.
Ed è, purtroppo, facile immaginare a cosa questa reazione potrebbe condurre.
Vi è, comunque, una scadenza. Le prossime elezioni di Midterm in America. Che, con ogni probabilità, faranno di Trump un’anatra zoppa.
Se non avrà attaccato con il nucleare l’Iran prima di quella data, probabilmente non potrà più farlo.
Due mesi o poco più. Di tensione e di paura.


