Un Trump, letteralmente, trionfante. In conferenza stampa rivendica, con orgoglio l’operazione Venezuela. L’attacco armato che ha permesso di decapitare il governo chavista, con l’arresto del presidente Maduro e la sua deportazione, con la moglie, negli States. Dove verrà sottoposto a processo. Con l’accusa di traffico di droga.

Inutile, praticamente, dire che si tratta di ben altro. Ciò che interessa a Washington non è il traffico della droga, nel quale, per altro, il Venezuela ha un ruolo estremamente secondario. Meno del 5%.
Ciò che interessa è il petrolio. Di cui è un grande, grandissimo potenzialmente, produttore.
E, soprattutto, l’interesse ordinario di Washington è la ripresa della Dottrina Monroe.
Trump la cita esplicitamente, nel suo, come dicevo, trionfante discorso da Mar a-Lago. E arriva, addirittura, ad attribuirsene, con un gioco di parole, una nuova, aggiornata, versione.
Giro di parole, ma che non cambia la sostanza. Non cambia la realtà.
L’America latina è il “Giardino di casa” di Washington. Una realtà indiscutibile.
Perché Trump può trattare sugli equilibri del resto del mondo. Discuterne con Putin e Xi Jinping. Ovvero con le altre due potenze con le quali deve, per forza di cose, spartirsi il mondo.

Ma sulle Americhe non accetta discussioni. Nè interferenze. I tentativi di Mosca di frenare la sua azione in Venezuela sono stati vani. E, a dire il vero, neppure molto decisi.
Putin, evidentemente, ha accettato, o dovuto accettare, la realtà delle cose.
Troverà, sicuramente, il modo di venirne ripagato. In Ucraina.
Il futuro del Venezuela resta nebuloso. Trump non sembra convinto della Machado, l’opposizione allevata in vitro a Washington e dintorni. E, per altro, insignita di un, risibile, Nobel per la Pace, dai parrucconi servili di Oslo.
Più facilmente punta su qualche militare venezuelano.
D’altro canto è palese come l’azione americana, la cattura di Maduro, sia potuta avvenire anche, forse soprattutto, grazie alla neutralità dell’esercito venezuelano.
Che non ha sparato un colpo, lasciando che gli americani agissero indisturbati.
Ci aspettiamo, quindi, una giunta militare. Che defenestri ciò che resta dei chavisti.
E trovi con Washington un nuovo accordo.
Dottrina Monroe applicata, appunto.