Sahra la rossa

10 Settembre 2026

 

 

Qualcuno potrebbe dire che la nuova politica tedesca è Donna. Se non fosse che queste donne disturbano. Rompono gli schemi, generano dubbi se non proprio angoscia.

 

Sarha Wagenknecht è il leader di BSW, una formazione di estrema sinistra che per altro porta il suo nome. Transizione verso un nuovo partito, dopo che la Wagenknecht ha rotto, clamorosamente, con la Linke, l’estrema sinistra tedesca di cui era vice-presidente.

 

Semplificando, e molto, la Wagenknecht è una “rosso-bruna”, ovvero mette insieme le istanze proprie di una sinistra comunista, dalla quale proviene per formazione, con la difesa della nazionalità tedesca. Soprattutto da un’immigrazione selvaggia che tende a snaturare la Germania. E che finisce per depauperare i ceti proletari.

Ora BSW nelle elezioni della Sassonia-Anhalt, ha raccolto il 5,4% dei voti. Che divengono essenziali per formare un governo a guida AfD.

Infatti il partitio di estrema destra ha raggiunto il 44,5%. Moltissimo, ma non sufficiente per prendere il governo dellio Stato.

 

E la Wagenknecht si è resa disponibile ad un accordo. Con il suo voto favorevole, o addirittura con la semplice astensione, AfD potrebbe assumere la guida del Land.

 

Non si tratta, solo, di un fatto locale, circoscritto ad una realtà limitata. È, piuttosto, un preciso segnale politico.

 

Pensateci bene…

Estrema destra ed estrema sinistra si alleano. Per governare in opposizione alla vecchia nomenclatura che domina da decenni la scena politica.

 

Non è più una lotta tra Destra e Sinistra, piuttosto uno scontro fra Alto e Basso.

 

Ovvero tra quelle forze emergenti dal ventre profondo di un popolo stanco e arrabbiato, e chi, invece, ha deciso in questi anni il futuro della Germania.

 

Portando il paese non solo sull’orlo della guerra con la Russia, ma anche, anzi soprattutto, in una crisi economica che non ha precedenti nella storia tedesca del dopoguerra.

AfD e BSW hanno matrice e colore diverso. Tuttavia rappresentano l’insorgere del popolo tedesco contro delle, cosiddette, élite che rispondono solo al potere finanziario mondiale.

 

E quello che sta accadendo in Sassonia-Anhalt è solo un segnale. L’inizio di un processo che, presto, potrebbe coinvolgere tutta la Germania.

 

Il pallido Merz, certamente, tenterà di tutto per fermare questa minaccia al suo potere e, soprattutto, a quello dei suoi padroni.

 

Che vi riesca, però, è un altro paio di maniche.

 

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