Scosse bulgare

13 Dicembre 2025

 

 

I, cosiddetti, Grandi Media italiani non ne parlano. Che mi consti, neppure un accenno, uno straccio di notizia…come se non fosse accaduto niente. Come se la Bulgaria non esistesse, o fosse solo un, idillico ed immaginario, Paese dei Balocchi.

 

E, invece, la Bulgaria è un paese reale. Che fa parte dell’Unione Europea. Anzi che sarebbe sul punto di entrare nell’area euro. Quindi, legandosi definitivamente, mani e piedi, al carrozzone di Bruxelles.

Sarebbe…solo che in queste ultime settimane, la Bulgaria è, letteralmente, esplosa. Manifestazioni di massa nelle principali venticinque città del paese. Praticamente in tutta la Bulgaria. E il governo, filo-eurpeista, anzi teleguidato da Bruxelles, è stato costretto a rassegnare le dimissioni.

 

Dimissioni annunciate. Perché il Primo Ministro, Rosen Zelyakov, le ha dovute rassegnare prima del voto di sfiducia della camera, il cui risultato era dato già per scontato. Anche perché il governo del GERB, più o meno una coalizione di centro-destra, era comunque un governo di minoranza. Destinato, quindi, a soccombere alla verifica parlamentare.

 

Tuttavia queste dimissioni non hanno placato le piazze bulgare. Che vogliono ben altro di un cambio nominale al vertice del paese.

Chiedono, piuttosto, un repulisti generale. E una nuova politica, più consonante con gli interessi del popolo.

 

Il che implica, necessariamente, il rifiuto di entrare nell’euro. Un rifiuto tanto più bruciante in quanto arriva proprio a pochi giorni, un paio di settimane, dal grande passo. Ovvero dal nodo scorsoio con cui verrebbe soffocata la vita della Bulgaria e del suo popolo.

Certo, ora le cose stanno nelle mani del Presidente della repubblica, Rumen Radev. Che, però, è eletto direttamente dal popolo, a differenza del Primo Ministro che viene nominato dopo una serie di trattative, e quindi gabole, parlamentari.

 

Ed è assai dubbio che Radev voglia andare contro la volontà di quel popolo a cui deve la sua carica.

 

Vedremo nei prossimi giorni se prevarrà la volontà, molto chiara e decisa, dei bulgari, o le mene dell’Unione e degli scherani al suo servizio.

 

Vedremo, e cercheremo di sapere. Perché i nostri, ipoteticamente grandi, Media continuano nella congiura del silenzio.

La Bulgaria, per loro, non esiste. E, soprattutto, non deve esistere per noi.

 

Già, perché cosa mai potrebbe succedere se ci mettessimo a…pensare su cosa stia avvenendo nella, cosiddetta, Unione Europea?

 

In questo perdere pezzi, con rivolte di popolo, rifiuto di venire integrati ed omologati in quello che è, a tutti gli effetti, solo un letto di Procuste.

 

Uno strumento di tortura. Che massacra i popoli, e favorisce solo gli interessi, non propriamente legittimi, di pochi. Di conventicole finanziarie, lobby speculative, banche d’affari. Che nulla dovrebbero avere a che fare con gli Stati dell’Unione, ma che tengono in pugno i loro, cosiddetti e corrotti, governi.

I bulgari hanno reagito. Poco prima di cadere nell’abisso. Se basterà, o se è ormai troppo tardi, lo vedremo nella prossime settimane.

 

Almeno, però, hanno dimostrato di essere ancora un popolo.

 

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