Se tocca il gay Pride, il criminale diventa terrorista. Non è più un migrante fragile con problemi psichici

28 Luglio 2026

Pare incredibile ma, di fronte all’atto di terrorismo islamista a Berlino, nessuno ha parlato di problemi psichici dell’assassino. Quei problemi che non mancano mai, in Italia, a fronte di ogni crimine che veda come responsabile una grande risorsa. Che si tratti di spaccio, di stupro, di omicidio per rapina, di violenza senza particolari ragioni, di rapina o di aggressione in auto contro un gruppo di persone, se le vittime sono bianche il criminale è immediatamente considerato un soggetto debole da tutelare.

 

La donna italiana morta, a Modena, in conseguenza dell’impatto contro l’auto lanciata contro la folla da una grande risorsa, è vittima di un folle. La grande risorsa, assassinata da una donna che voleva riprendersi la borsa rubata dallo straniero e che lo ha ucciso con le stesse modalità della vicenda modenese, è invece vittima di una criminale.

Perché i criminali possono essere solo bianchi, in caso contrario si tratta di follia. Anche a Parigi. Una grande risorsa accoltella 3 donne e subito il governo chiarisce che è solo un folle.

Ma a Berlino, allora? L’assassino, immigrato, ha colpito chi partecipava ad un gay pride. Dunque una comunità altrettanto protetta. E allora torna ad essere un assassino, senza alibi.

Anche perché la destra di Afd, guidata da una leader omosessuale, non può essere accusata di omofobia e cavalca la rabbia di chi, anche a Berlino, sostiene la remigrazione. E il blocco Cdu/Spd non può far finta di niente.

Quanto all’Italia, se si vuole insistere con l’ipocrisia dei problemi psichiatrici, bisogna almeno ammettere che è arrivata l’ora di buttare nell’indifferenziata tutta la rumenta della riforma Basaglia.  Se sono tutti folli, questi criminali, non si possono lasciare in giro per le strade ad ammazzare i passanti.

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