L’attentato a Magdeburgo ha costretto i soliti idioti ad aprire gli occhi. Impresa non da poco: serve una strage per far sì che i servi dell’Occidente collettivo si accorgano di aver detto sciocchezze a raffica. A partire dalla Siria, ovviamente. Dove i giornalisti politicamente corretti hanno spiegato che il dittatore era stato eliminato e avevano vinto i ribelli democratici, jihadisti sì, ma appunto democratici e moderati. Una moderazione che si è subito manifestata nel massacro degli alawiti e nelle minacce ai cristiani.
Ma erano massacri moderati e democratici.
Ora che il jihadista democratico di turno ha compiuto una strage in Germania, si scopre che l’Occidente Collettivo ha forse commesso un errore favorendo e finanziando l’arrivo dei terroristi sulle sponde del Mediterraneo. Saranno anche terroristi buoni e filo occidentali, ma le conseguenze si pagano a caro prezzo.
Così come si pagano nel Sahel. Gli atlantisti affermano, indignati, che da quando i Paesi dell’area hanno cacciato i francesi – che depredavano le risorse locali – per sostituirli con i russi della Wagner, i terroristi hanno ampliato i territori controllati. Magari perché francesi ed atlantisti vari hanno obbligato i russi a concentrare le proprie forze in altre aree, indebolendo lo schieramento in Africa. Ed allora sarebbe il caso di iniziare a considerare le priorità europee, e non solo quelle americane.
Preferiamo avere jihadisti alle porte, oppure i russi alleati dei governi regolari impegnati nella lotta ai terroristi? La stupidità delle sanzioni, della spesa folle per sostenere la banda Zelensky, della lotta senza quartiere contro Mosca ha favorito il nuovo rafforzamento dei terroristi. Unito alla rabbia per i crimini impuniti di Israele.
Magdeburgo può essere solo il primo segnale.

