Shrinkflation e skimpflation. Come truffare i consumatori con definizioni astruse

13 Luglio 2026

Dalla shrinkflation alla skimpflation. Il mercato alimentare italiano utilizza l’inglese per nascondere una parola semplice semplice: truffa. Ma, naturalmente, i politici maggiordomi in Italia ed in Europa fanno finta di niente.  Libero mercato über alles. È il consumatore che deve imparare a difendersi. Magari presentandosi al supermercato con occhiali e lenti di ingrandimento per leggere le scritte microscopiche che accompagnano i prodotti. Quelle scritte che spiegano come la tradizionale confezione da 1 kg contenga, in realtà, solo 800 grammi. E il litro di olio sia, in realtà, da 75 cl.

E questa era, appunto, la shrinkflation. Si finge di mantenere invariati i prezzi ma, in realtà, si offre minore quantità allo stesso prezzo, o anche aumentandolo con la scusa dell’inflazione. Paghi di più e hai di meno. Secondo il Codacons la fregatura per i consumatori si aggira tra il 10 e il 18% con punte del 40%.

Poteva bastare? Certo che no. Così si è aggiunta la skimpflation. Cioè la riduzione della qualità del prodotto. Uova in polvere al posto di uova fresche, margarina al posto del burro, olio di palma al posto di olio d’oliva. Sempre con indicazioni microscopiche.

In molti salami la quantità di grasso è improvvisamente aumentata, a scapito della carne. Ed i produttori fingono di stupirsi per il calo dei consumi interni degli insaccati. Sarà la crisi nel Golfo? Sarà il cambiamento di abitudini alimentari?  Non si chiedono, ovviamente, se i consumatori preferissero avere molto meno grasso..

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