Non passa giorno senza che Napotopo Macron debba aggiungere un nuovo Paese al sempre più lungo elenco di chi non gli vuol bene. Pauvre petit. E questo, ovviamente, acuisce la sua rabbia e la voglia di scatenare una guerra nucleare mondiale. Le più recenti cattive notizie arrivano dalla Bolivia e dal presidente Luis Arce. Che ha presentato domanda per entrare a far parte dei Brics, ossia di quella alleanza sempre più vasta a livello mondiale benché le differenze di interessi restino notevoli (basti pensare a Cina e India) e impediscano accordi complessivi anche in ambito politico.
Ma alla Bolivia sono sufficienti le potenzialità già offerte dai Brics: ” I Brics – sottolinea il presidente – sono uno spazio dove si aprono enormi possibilità di commercio, di accesso alle risorse finanziarie e di accelerazione del nostro sviluppo economico e sociale, che ci proietteranno verso un nuovo futuro”.
Certo, non sarà la Bolivia a cambiare l’economia mondiale. Però è l’ennesimo tassello che si aggiunge alla costruzione del Sud globale. Ed anche la decisione della Malesia di investire grandi somme nella formazione di giovani per trasformare il Paese in un hub indipendente per i microprocessori dovrebbe preoccupare. Perché “indipendente” significa che sarà alternativo a Taiwan. Con ciò che ne consegue.
Nel frattempo Russia ed Uzbekistan paiono aver accantonato i dissapori. E Mosca realizzerà 6 mini reattori nucleari in accordo con il governo di Taskent, considerato sino ad ora in veloce rotta di avvicinamento all’Occidente collettivo ed agli Usa in particolare. Al povero piccolo Napotopo non resta che scatenare la guerra o andare a piangere da Brigitte.

