Siria. Qualche, scomoda, osservazione

23 Dicembre 2024

 

 

Facciamo, e facciamoci qualche domanda. Su ciò che è avvenuto e, soprattutto, sta avvenendo oggi in Siria.

Domande, lo preciso subito, scomode e scarsamente opportune. Tant’è che i nostri Grandi Media, tutti, le evitano come fossero peste bubbonica.

 

Già, perché ci viene, per lo più, raccontata una sorta di favola. Una favola triste e squallida. E noi ce la beviamo come verità indiscussa.

 

Ad esempio ci viene detto che la Siria è stata liberata. Da un crudele tiranno, Assad, spalleggiato, guarda caso, da Mosca e Tehran. Ovvero dai Cattivi per antonomasia, secondo la nostra vulgata.

In realtà, Assad non è certo un cherubino, e nel suo regime vi erano molta corruzione e molti corrotti. Tuttavia garantiva che la Siria fosse uno stato, diciamo così, laico, che non opprimeva, anzi assicurava tutte le minoranze. A partire ovviamente da quella alawita, di cui Assad fa parte e che era al potere da cinquant’anni. E, a discendere, tutti gli altri. Drusi, cristiani di varie confessioni, diverse obbedienze sunnite…

 

Di questa tolleranza laica non è, ormai, rimasta neppure l’ombra. Il leader del fronte islamista, che ha preso il potere a Damasco, si è affrettato a dichiarare che il nuovo governo sarà “tollerante”, che non vi sarà alcuna imposizione dell’Islam o anche solo del velo alle donne…ma, intanto, ha rinviato sine die le elezioni, e instaurato un regime, di fatto, di terrore.

 

Per altro colui che si fa chiamare al-Jolani e che capeggia il Hayat Tahrir al-Sham, è figura alquanto ambigua. Con trascorsi importanti in al Qaeda e vicinanza alla stessa Isis. Non si capisce, pertanto, cosa significhi la dichiarazione della, ormai quasi conclusa, Amministrazione Biden che afferma di avere inviato in Siria circa diecimila uomini per “combattere il radicalismo islamico”. Non lo si capisce, soprattutto, perché al-Jolani e soci sono giunti a prendere Damasco anche, forse soprattutto, per l’appoggio americano. Che continua ad essere chiaro ed evidente.

Certo, i jihadisti siriani hanno cambiato nome. E dichiarano di limitare i loro obiettivi. Tuttavia…se non è zuppa è pan bagnato, come si dice dalle mie parti.

E, comunque, va notato che nè al Qaeda, né tantomeno l’Isis hanno mai rappresentato una minaccia autentica per gli interessi americani nella regione. E, soprattutto, per Israele, che, anzi, si è sovente avvantaggiata della loro azione, che ha reso più debole il fronte arabo. E, in particolare, messo in grandi difficoltà gli sciiti.

Di qui, probabilmente, le voci – ma voci insistenti ed abbastanza autorevoli – che al-Jolani sia di fatto al soldo del governo di Telaviv.

 

Quanto ad Israele, ovvero, per semplificare, a Netanyahu,  ha deciso non soltanto l’annessione ufficiale del Golan, ma anche l’occupazione di gran parte del territorio siriano sino alla periferia di Damasco. Occupazione transitoria, per garantire la sicurezza israeliana…almeno a parole. Ma che fa leva anche sui timori di drusi e cristiani a fronte di un governo di chiara matrice islamista.

 

Intanto i curdi continuano a combattere. A quanto sembra con l’appoggio di gruppi arabi che non aderiscono alla visione islamista di al-Jolani e soci. Quanto questi gruppi arabi, molto enfatizzati da certa stampa, siano però consistenti, non ci è dato sapere.

Per altro sembra che gli stessi curdi conoscano fratture interne. Cosa non inusuale nella loro, complicata, storia.

Vengono, comunque, messi sotto pressione, ed attaccati con durezza da milizie islamiste, eterodirette dalla Turchia di Erdogan. Che sembra, al momento, essere uno dei paesi che traggono maggiori vantaggi dalla cacciata di Assad. E dall’ascesa dei gruppi jihadisti sunniti. Più o meno eredi di al-Qaeda e/o dell’Isis.

 

Ora, questo un breve, e sicuramente incompleto, disegno dell’attuale, complicata, situazione della Siria. Che si può prestare a mille interpretazioni, certo…ma che, comunque, ci dice chiaramente una cosa.

 

Parlare di una nuova Siria che si avvia verso la democrazia, come fa certa grande stampa italiana, è non solo una fantasia priva di qualsiasi fondamento. È, semplicemente, una colossale menzogna. Che questa sia dovuta ad ignoranza della scena siriana o a pura malafede, in fondo non conta.

 

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