Sogno o speranza?

1 Luglio 2026

 

 

Qualche volta, di rado purtroppo, lascio da parte il velo di cinismo che, da tempo ormai, mi accompagna.

E mi permetto di…ma sì, diciamo di sognare.

 

C’è qualche speranza per il nostro paese? Per questa Italia ridotta, ormai, ad una italietta senza testa né guida…una non donna di province, ma bordello, per dirla con Dante.

 

Sono scettico. Nel senso classico del termine, però. Ovvero non accetto giudizi a priori. Quindi facili entusiasmi ed altre carabattole che, nella migliore delle ipotesi, servono soltanto a generare fuochi di paglia…nella peggiore a mal coprire ambizioni e illusioni più o meno torbide.

 

Quindi, guardiamo alla realtà per quella che è. Così come ci appare. Senza speranze come dicevo, ma anche senza pregiudizi.

Di nuovo, indiscutibilmente, vi è solo una cosa. La discesa in campo del generale Vannacci. Che sta, a quanto pare, scombinando i giochi di un quadro politico che definire paralitico e asfittico sarebbe ancora troppo generoso.

 

Intendiamoci bene. Vannacci non dice nulla di particolarmente nuovo  né, soprattutto, di rivoluzionario. Le sue dichiarazioni sono, per lo più, improntate ad un buon senso comune. Insomma, dice verità scontate…o che, per lo meno, dovrebbero essere tali.

 

Non lo sono, e scatenano scandalo e paure, solo per due, ben precise, ragioni.

 

La totale perdita di senso comune degli esponenti della, cosiddetta, destra, come della cosiddetta, sinistra.

Che hanno svenduto quel poco cervello che avevano per inettitudine, ed anche per interessi che nulla hanno a che spartire con quelli degli italiani. Che dovrebbero servire e difendere.

 

In secondo luogo Vannacci è abilissimo nel dire cose ovvie e normali con un tono apparentemente provocatorio. Scatenando il caos e il panico tra quei Minus Habens.

 

Inutile girarci intorno. Il Generale mi è, decisamente, simpatico. Mi piace come modo di fare.

Tuttavia vi sono dei lati che restano in ombra. E che mi inquietano.

 

Alcune uscite decisamente pro-Israele. Che lui vede come baluardo dell’Occidente contro la marea montante di un Islam bruto e rozzo.

Un filo-americanismo di fondo, probabilmente inevitabile vista la sua estrazione. Che non può, però, non suscitare dubbi e perplessità.

 

Ora, è evidente che il Generale – che non è certo un fesso – non si farà coinvolgere dalla Meloni in un futuro, e quanto mai ipotetico, governo.

 

Ed è altrettanto evidente, ormai, che con lui confluiranno Gianni Alemanno ed anche Marco Rizzo.

Una bella Armata Brancaleone, non c’è che dire. E tuttavia l’unica alternativa possibile in questo momento.

Alemanno e Rizzo li conosco personalmente. Ed ho una buona opinione di entrambi. Al di là di differenze di estrazione, Rizzo, e di errori commessi nel passato, Alemanno.

 

Sono, comunque, due uomini intelligenti. Di valore. E capaci di fare politica.

Perciò andranno entrambi col Generale, perché altrimenti non avrebbero chances.

Mentre, tutti insieme appassionatamente, potrebbero sfondare il tetto del 10%, e divenire in breve l’unica forza di opposizione al pasticciaccio in corso. Che sta preparando un nuovo “governo tecnico” asservito a certi interessi.

 

Resta, però, da vedere il problema della collocazione internazionale.

Tanto Alemanno quanto Rizzo sono contrari ad un totale appiattimento su Washington e, soprattutto, su Israele.

La loro, pur con sfumature diverse, è una posizione neutralista, E di dialogo con l’Iran.

Posizione molti diversa da quella di Vannacci. Con il quale, tuttavia, condividono l’apertura del dialogo con Mosca, e il chiamarsi fuori dal bellicismo pseudo-europeo a favore di Zelensky e della sua cricca.

 

Insomma, una situazione complessa. Tutta da vedere. Però, come dicevo, è anche l’unica speranza politica che può avere questa Italia.

 

Per cui….

 

Branca, Branca, Branca…Leòn, Leòn, Leòn…

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