Mentre il Tg5 e il Mossad sono impegnati a cercare il burattinaio che manovra le contestazioni anti israeliane – ovviamente ai telegiornalisti berlusconiani non viene in mente che quasi 40mila civili massacrati possano suscitare indignazione planetaria – al Salone del libro di Torino nasce la protesta ad orologeria. Ad attuarla è lo stand del Treno della memoria che chiude l’attività, per solidarietà con Gaza, casualmente ad ora di pranzo. Giusto! I palestinesi stanno crepando anche per fame, oltre che per le bombe, e la solidarietà si manifesta attorno a un tavolo imbandito.
Poi si riapre lo stand. Perché Gaza va bene, ma senza esagerare. Come all’Eurofestival. Le stragi israeliane non giustificano l’esclusione della cantante di Tel Aviv, la guerra in Ucraina giustifica l’esclusione di Russia e Bielorussia. Se no il doppiopesismo a cosa serve? Vale anche per le Olimpiadi. Macron vuole che Mosca sospenda la guerra in occasione dei giochi olimpici a cui, ovviamente, non può partecipare. È l’Occidente collettivo che lo chiede, anzi lo pretende.
E il doppiopesismo del Tg5 è perfetto anche nel racconto di questa guerra. Siamo o non siamo i buoni? Dunque le bombe di Zelensky sulla popolazione civile russa fanno bene alla salute. In compenso non si capisce nulla su ciò che succede realmente sul terreno poiché la disinformazione italiana passa dal racconto di avanzate russe alla narrazione di continui abbattimenti di aerei putiniani da parte delle valorose truppe ucraine. Quelle truppe impegnate, con polacchi e lituani, a dar la caccia ai cittadini ucraini fuggiti in Europa. Ma non c’era il dovere di accogliere chi scappava dalle guerre? Questa guerra è vera, ma l’accoglienza non è più prevista dai sostenitori del doppiopesismo.

