Matt Withaker è un esperto di questioni legali, un ottimo (a quanto dicono fonti americane) esperto di problemi giuridici…però mai e poi mai si è occupato di politica estera, equilibri internazionali ed altre bazzecole del genere. Non è il suo campo, tutto qui. Tant’è che l’Ucraina viene nominata appena due o tre volte, e di striscio, nel suo account di X.
Insomma, il procuratore sembrava avere un profilo perfetto per Donald Trump, del quale è un fedelissimo. Ma il profilo per diventare Segretario alla Giustizia.
E, invece, The Donald ha sorpreso tutti indicando il suo amico Witheker come ambasciatore alla NATO. Ovvero l’uomo che dovrà comandare ciò che resta dell’Alleanza Atlantica. Perché il titolo di Ambasciatore non deve ingannarci. Quello americano è, di fatto, il plenipotenziario di Washington. Ed è lì, in tale consesso, per dare ordini. Non per ascoltare i, più o meno deliranti, discorsi dei rappresentanti europei.
E Trump ci piazza l’ottimo Witheker. Completamente digiuno, per quanto ci è dato sapere, di politica estera. Ma suo fedelissimo. Ed è questo che, alla fin fine, conta per davvero.
Perché The Donald è al secondo mandato. E il primo gli ha insegnato, chiaramente e dolorosamente, una cosa.
Che non ha senso cercare di blandire certi “poteri forti”, mettendo nell’Amministrazione uomini a questi graditi, ma non suoi fedelissimi. Che, però, si sono dimostrati subito pronti a tradirlo. Alla prima occasione.
Lezione imparata. E, poi, questo è il suo secondo, e ultimo, mandato. E, come si dice negli States, un Presidente lavora per il primo mandato con l’obiettivo di essere rieletto. Al secondo, però, lavora per la storia.
E Trump sta dimostrando di avere idee molto chiare sul destino della NATO. Che se vuole restare in piedi, deve, assolutamente cominciare ad addossare ai “soci” europei una parte, più consistente, dei costi di gestione. Il 2% minimo, aveva detto Trump già la volta scorsa. Gettando subito nel panico la maggioranza dei paesi europei, che questa cifra manco arrivano a sfiorarla. E questa volta, per altro, The Donald potrebbe non accontentarsi neppure di quel 2%. E chiedere, pretendere di più. Molto di più.
In realtà Trump considera la NATO solo un peso. E i paesi europei dei parassiti che non servono alla politica che lui ha intenzione di imprimere agli States. E, ovviamente, dietro a lui tutta una parte, estremamente consistente, dell’America. Sino ad oggi tenuta fuori dai giochi da un’oligarchia che con la realtà del paese ha poco o nulla a che vedere. E tuttavia una realtà non solo popolare, ma industriale ed imprenditoriale.
Un’America, diciamo così, profonda. La vastità fra le due coste. Fra New York e San Francisco. Che, finalmente, ha preso il potere.
Ed è un’America poco o nulla interessata alle tensioni ed ai problemi degli “alleati” europei. Vuole, soprattutto, fare affari. Produrre e commerciare. Ed in quest’ottica vede, semmai, come avversario e concorrente la Cina. Non certo la Russia. Che, anzi, può divenire un partner commerciale estremamente interessante.
Ed è questa la ragione per scegliere il buon Witheker alla NATO.
Non saprà molto di politica estera, ma certo ha l’occhio attento agli interessi interni dell’America.
E, in sostanza, potrebbe rivelarsi un ottimo commissario liquidatore.


