Spighe verdi. È il riconoscimento che viene assegnato alle amministrazioni che si distinguono per le politiche di sostenibilità ambientale, qualità del territorio e valorizzazione dell’agricoltura. Belle parole, indubbiamente. Ma, a fronte dell’evidente cambiamento climatico, le belle parole hanno la possibilità di trasformarsi in atti concreti. Perché mentre l’ambientalismo politicamente corretto cerca colpevoli e invoca la denatalità, il declino, la povertà per tutti ma non per gli oligarchi che impongono le regole del cambiamento, l’ambientalismo intelligente si interroga sulle iniziative da avviare per affrontare il cambiamento.
Così come avevano fatto mille anni orsono gli europei alle prese con l’optimun climatico.
Dunque è sacrosanto premiare chi reagisce correttamente e con coraggio al cambiamento. Non soltanto modificando le colture o i metodi di coltivazione. E non soltanto puntando sull’ambiente come attrazione turistica. Perché i territori che decidono di tutelare e valorizzare l’ambiente possono diventare politi di attrazione per giovani, famiglie, anziani che non sopportano più di vivere in città bollenti, violente, non più a misura d’uomo. Ovviamente non basta l’aria più pulita, non bastano i prodotti agricoli a metri zero. Servono servizi, collegamenti, opportunità di lavoro.
Ma da qualche parte si deve pur cominciare. E un ambiente sano è già un bell’inizio.
Spighe verdi. Per iniziare a costruire un futuro migliore
Spighe verdi. È il riconoscimento che viene assegnato alle amministrazioni che si distinguono per le politiche di sostenibilità ambientale, qualità del territorio e valorizzazione dell’agricoltura. Belle parole, indubbiamente. Ma, a fronte dell’evidente cambiamento climatico, le belle parole hanno la possibilità di trasformarsi in atti concreti. Perché mentre l’ambientalismo politicamente corretto cerca colpevoli e invoca la denatalità, il declino, la povertà per tutti ma non per gli oligarchi che impongono le regole del cambiamento, l’ambientalismo intelligente si interroga sulle iniziative da avviare per affrontare il cambiamento.
Così come avevano fatto mille anni orsono gli europei alle prese con l’optimun climatico.
Dunque è sacrosanto premiare chi reagisce correttamente e con coraggio al cambiamento. Non soltanto modificando le colture o i metodi di coltivazione. E non soltanto puntando sull’ambiente come attrazione turistica. Perché i territori che decidono di tutelare e valorizzare l’ambiente possono diventare politi di attrazione per giovani, famiglie, anziani che non sopportano più di vivere in città bollenti, violente, non più a misura d’uomo. Ovviamente non basta l’aria più pulita, non bastano i prodotti agricoli a metri zero. Servono servizi, collegamenti, opportunità di lavoro.
Ma da qualche parte si deve pur cominciare. E un ambiente sano è già un bell’inizio.
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