Cosa fare delle stazioni ferroviarie abbandonate in Torino e che, da fine novembre, passeranno nelle proprietà della Regione Piemonte? Gian Luca Vignale, assessore regionale al Patrimonio, una prima idea ce l’ha ben chiara: evitare che si trasformino in una ennesima occupazione abusiva – a Torino sono già numerose e permanenti – e, dunque, affidandole temporaneamente alle associazioni di quartiere per poi valutare in tranquillità la destinazione finale degli immobili.
In tranquillità significa evitare voli pindarici a fronte di una mancanza cronica di risorse. Gli interventi riguardano, innanzitutto, le stazioni Dora e Madonna di Campagna, oltre a Porta Milano. Subito dopo il passaggio alla Regione serviranno interventi, non particolarmente onerosi, per mettere in sicurezza non solo gli edifici, ma anche l’area dove sopravvivono ancora le rotaie ormai inutili.
A quel punto serviranno idee per trasformare le aree in strutture che garantiscano anche un reddito per le casse pubbliche. Molto facile, ad esempio, ipotizzare attività commerciali a Stazione Dora. Peccato che andrebbero ad inserirsi in uno degli incroci più complicati ed intasati dell’intera città. Ed anche la futura semaforizzazione dell’attuale grande rotonda ben difficilmente risolverà il problema degli ingorghi quotidiani.
Se, perlomeno, le stazioni non si trasformeranno in bivacchi per senza tetto, il quartiere potrà essere grato all’assessore ed alle associazioni. Certo non a chi lascia altre aree nel più totale degrado, in balia della criminalità impunita.


