Strage sul lavoro a Firenze. Effetti collaterali del turbocapitalismo di rapina

17 Febbraio 2024

Le canzoni e le dichiarazioni al Festival di Sanremo hanno provocato la reazione indignata dell’ambasciata israeliana perché – secondo Tel Aviv – i servi italiani hanno solo il dovere di applaudire i massacri compiuti dagli israeliani a Gaza e non devono permettersi critiche. In compenso nessuno ha fatto caso alla canzone di Paolo Jannacci e Stefano Massini, “L’uomo nel lampo”, dedicata alla infinita strage nei luoghi di lavoro italiani. E nessuno ha notato neppure che il numero dei morti indicato sul palco dell’Ariston è nettamente superiore rispetto a quello delle statistiche ufficiali. E forse persino sottostimato.

Nessuno ci ha fatto caso ed il brano è passato nella disattenzione generale. Perché di morti sul lavoro non bisogna parlare. Poi arrivano più morti in un singolo episodio, come a Firenze, ed i media di servizio sono obbligati a dare la notizia. Ne avrebbero anche fatto a meno. Ma adesso si fingerà di indignarsi per qualche giorno, mentre si continuerà a morire in altre città, in altre campagne. E tutto proseguirà come prima. Perché – ha spiegato l’immancabile giornalista governativo ed ovviamente anche atlantista mentre seguiva il Festival – il lavoro non è una miniera e neppure una galera, come racconta la canzone, ed i morti sul lavoro sono sfortunati, vittime di incidenti che capitano. Effetti collaterali, come sostengono i suoi miti a Washington e Tel Aviv.

4 effetti collaterali al giorno non sono pochi. Per di più in un Paese che non cresce, perché un incremento del PIL dello 0,7% non è una crescita ma una stagnazione estremamente pericolosa. Ma lady Garbatella ed i suoi famigli fingono di non saperlo, mentre al Tg5 esaltano il brillante risultato.

Però, per sostenere questo fallimento economico si continua a crepare. Ma guai a chiedere interventi, cambiamenti. Il padronato non si tocca. Tutt’al più si chiederà di riempire qualche scheda in più con risposte inutili a domande stupide. Perché i lavoratori possono morire, ma i burocrati vanno tutelati nelle loro attività senza senso.

Ma la sicurezza ha un costo. Dunque si può rinviare sine die. Non interessa. Per anni il trentino Nodo di Gordio ha portato in giro per l’Italia convegni, mostre, iniziative, spettacoli per far comprendere a tutti, partendo dalle scuole, che la sicurezza sul lavoro è un dovere e non solo un diritto. Però chi doveva sostenere questi progetti è poi sparito. Tema scomodo. Bastano due lacrime ipocrite, un discorso falso, un impegno che non verrà mantenuto.

Cose che capitano, come spiegano i filo governativi. Basta non pensarci.

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