Strani sogni estivi

26 Luglio 2026

 

 

Torpido giorno di fine luglio. Per altro un fine settimana silenzioso. Il cielo pesante, che minaccia pioggia.

 

Indolente…scorro annoiato le notizie sul web. Notizie per modo di dire, poi, chè tutto sembra fermo. Una stasi estiva.

 

E, poi, vado in una sorta di dormiveglia. Non proprio sonno, ma in qualche modo un sognare. Confuso. Inutile probabilmente. Eppure…sogno. O incubo, a seconda di come la si veda.

 

Un generale. E un generale vero. Onusto di gloria, come si diceva un tempo.

Un generale che non è stato seduto dietro ad una scrivania, a passare carte.

Ha comandato uomini in azioni pericolose. Ha rischiato. Ha combattuto.

Simpatico? Forse no…ma, certo, deciso. E che, ora, lascia l’esercito e scende in campo in politica.

Raduna una sorta di Armata Brancaleone e comincia a creare problemi. A tutti. Destra e sinistra. Sempre che abbia ancora senso usare queste parole.

 

Cresce. Nei consensi. Nelle simpatie di coloro che, ormai, non andavano più a votare. Disgustati da tutto e da tutti.

 

Dice cose ovvie. Quasi banali. Ma le dice con forza, decisione.

Fa del normale buon senso un’arma di offesa.

E la sa usare.

 

Poi un politico. Di destra fino a qualche tempo fa. Che ha, però, preso delle posizioni…fastidiose, almeno per questa, cosiddetta, destra, piatta e uniforme.

 

Posizioni coraggiose, però pagate con l’isolamento. E con una lunga detenzione senza vero motivo. Traffico di influenze, neppure un reato per il codice penale. Epperò lui è comunque restato in carcere. Abbandonato da, quasi, tutti quelli che gli dovevano molto. Anche troppo.

E poi un altro politico. Veterocomunista questo. Quando il comunismo era classe operaia, scioperi, lotta per il giusto salario. Non gay pride e altre baggianate.

Magari gli piacerà ancora Stalin…però dice le cose come stanno…secco e asciutto.

 

E, poi, ci sarebbe un Sindaco. Eletto con il PD. Nonostante il PD non lo volesse. Prima a Salerno. Poi a Napoli. Ora di nuovo a Salerno.

Intramontabile. E solitario.

Usa il sarcasmo. Irride, amaro, alla decadenza della politica. Ironizza sui suoi stessi “compagni di partito”. Che non hanno senso della realtà. Che sono imbevuti di fantasie malate.

 

Ironizza. E fa lo sceriffo. Con un successo, e quindi un seguito personale, che non conosce colore o appartenenza ideologica.

 

Infine una, strana, galassia di nomi. Di iniziative. Di personaggi che hanno rappresentato qualcosa. Che forse lo rappresentano ancora. O vorrebbero tornare a rappresentarlo.

Discorsi. Mezze frasi. Sorrisi furbi. E gare podistiche. Maratona, Nuoto. Come ragazzini in vacanza. Strana rivalità che sembra quasi essere già un’amicizia…

 

Ma sono solo sogni. Torpidi, e confusi, sogni di un pomeriggio estivo.

Lontanissimi dalla realtà…almeno per ora.

 

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