Vladimir Putin ha preso la parola. Ufficialmente. Ed ha detto…
Non ve ne siete accorti? Certo, i Media italiani erano troppo impegnati in altre cose. Di maggiore importanza. Come le vicende di Ferragni e Fedez, o, nella migliore delle ipotesi, la telenovela San Giuliano, che ha, di fatto, messo in crisi il governo Meloni. E di cui tutti si occupano, dicendo la loro.
Per cui, ben poca attenzione a cosa sta avvenendo in Russia. Dopotutto è così lontana, no?
E invece tanto lontana non è. Soprattutto perché noi, ovvero la nostra Italia, siamo parte integrante della NATO. E, quindi, coinvolti direttamente in ciò che sta avvenendo tra Russia ed Ucraina. Anche se facciamo finta, sino a convincerci, che così non sia.
E la NATO, o meglio certe, cosiddette, élite inglesi ed americane vogliono la guerra con la Russia. Ovvero una, nuova, Guerra Mondiale. Quanti milioni di morti questa dovesse costare, a loro non interessa. Anzi, risolverebbe il problema della sovrapopolazione. Che è problema solo per loro, convinte, da sempre, che il Mondo, nel suo complesso, sia troppo popolato. Ma questo sarebbe un discorso troppo lungo, per ora…
Comunque Putin ha parlato. E lo ha fatto, non a caso, dopo l’attacco massiccio di droni “ucraini” partiti dalla Finlandia. E teleguidati da sistemi NATO. Attacco, ben inteso, finito nel nulla, per l’accorta difesa russa. Ma foriero di nuove svolte militari.
In particolare della, cosiddetta, autorizzazione di Washington a Kiev per l’utilizzo di missili a lunga gittata contro la Russia. Che è, poi, una fanfaluca, perché tutti sanno perfettamente che gli ucraini non sono davvero in grado di utilizzare quei livelli di armamenti. Non a breve, comunque. E che se venissero fatti entrare in gioco ora, a dirigerli e pilotarli sarebbero “esperti” militari NATO.
E quindi Putin ha, con poche parole, detto una cosa ovvia. Ovvia… ma estremamente minacciosa. E, soprattutto, pericolosa. Se entreranno in campo questi missili a lunga percorrenza, ciò significherà che la NATO è entrata in guerra con la Russia. E Mosca agirà di conseguenza. Punto.
Cosa questo implichi non sto a spiegarlo. Anche perché gli effetti di un conflitto mondiale, come quello che si va delineando, sono ben difficili da prevedere. Certo, però, che saranno, comunque, devastanti.
La domanda che, tuttavia, mi sorge spontanea, è cosa farà la nostra Italia… E, come potrete facilmente capire, non è una domanda accademica…
Nel torpore generale di governo e opposizioni, l’unica voce, per quanto flebile, è stata quella del Ministro Tajani. Che ha affermato che l’Italia non è in guerra con la Russia. E fornisce armamenti all’Ucraina solo a “scopo difensivo”.
Qualcosa, certo…ma troppo poco. Perché le posizioni del governo Meloni sono di totale appiattimento sulle decisioni di Washington. E, purtroppo, dell’attuale Washington. Quella del fantasma di Biden e di chi lo manovra.
Le cose, naturalmente, potrebbero cambiare a breve. Con un ritorno di Trump nello Studio Ovale.
Ma si dovrà vedere se questo “breve tempo”, ovvero sino a novembre, non sarà comunque troppo lungo per impedire alle forze che vogliono la guerra di realizzare il loro scopo.
Quanto all’Italia staremo a vedere. Pur nella convinzione che questo governo sia a breve scadenza. La finanziaria e poi…toccherà ad altri, probabilmente.
Certo, un’impennata di orgoglio su una questione delicata come la guerra con la Russia, non guasterebbe. E, forse, potrebbe anche cambiare il futuro.


