Finalmente si è capito qual è e come funziona TeleMeloni. Niente Rai (che trasforma Guglielmo Marconi in un quasi antifà, dimenticando che era membro del Gran Consiglio del fascismo e grande estimatore di Mussolini) o Mediaset. Il canale è quello de La 7 di Urbano Cairo. Peccato che gli ascolti non siano granché. In caso contrario Giorgia Meloni e il centrodestra veleggerebbero su consensi dell’80/90%. Non ci sarebbe neppure bisogno del contorno di Gruber e Mentana, basterebbero Formigli e Floris.
Floris, con “di martedì”, è un mago della propaganda neomeloniana. Invita ospiti improponibili, li intervista in modo che dicano castronerie senza senso, li fa inveire contro le destre di ogni ordine e grado. E, per offrire un finto equilibrio informativo, invita esponenti imbarazzanti della destra a cui viene impedito di parlare poiché, quando aprono bocca, vengono soverchiati dalla canea urlante dei politicamente corretti.
Non è chiaro se i neomeloniani partecipanti accettino l’invito per masochismo, per mania di protagonismo o per un perfido disegno che mira a dimostrare la faziosità di Floris e della rete cairota.
E quando non bastano i fanti, per attaccare lady Garbatella ed i suoi famigli, il conduttore è pronto a coinvolgere anche i santi. Così nell’ultima puntata è intervenuta anche una suora che, con poche parole, ha buttato nel cesso duemila anni di cristianesimo ed ha spiegato perfettamente perché le chiese sono desolatamente vuote. La dottrina, Gesù, la fede? Tutte idiozie. Dio non chiama (e la Storia neppure) e l’unica cosa che conta è la comunità. Il “sacro” non esiste. Va beh, contenta lei.. Non si capisce perché debba ancora vestirsi da suora. Un abitino consigliato da Ferragni andrebbe benissimo per guidare la comunità politicamente corretta.
Però, da uomo intelligente, Floris ha tentato di chiedere ai suoi ospiti di provata fede democratica le ragioni del consenso popolare per lady Garbatella e per le sue sciocchezze mentre le geniali proposte politiche della gauche intello non vengono apprezzate. Domande senza risposte decenti. Se non quelle di Bersani (ospite abituale insieme all’armocromata Elly) che, in pratica, ha spiegato che i politici, quelli seri cioè loro, devono fregarsene della volontà popolare per andare oltre. Perché il popolo va guidato anche contro se stesso. “Il Comitato centrale ha deciso: poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo”. Siamo tornati a Brecht. Ma lui, a differenza di Bersani, era ironico..
TeleMeloni? È La 7. Sino a quando c’è Floris, lady Garbatella non può perdere
Finalmente si è capito qual è e come funziona TeleMeloni. Niente Rai (che trasforma Guglielmo Marconi in un quasi antifà, dimenticando che era membro del Gran Consiglio del fascismo e grande estimatore di Mussolini) o Mediaset. Il canale è quello de La 7 di Urbano Cairo. Peccato che gli ascolti non siano granché. In caso contrario Giorgia Meloni e il centrodestra veleggerebbero su consensi dell’80/90%. Non ci sarebbe neppure bisogno del contorno di Gruber e Mentana, basterebbero Formigli e Floris.
Floris, con “di martedì”, è un mago della propaganda neomeloniana. Invita ospiti improponibili, li intervista in modo che dicano castronerie senza senso, li fa inveire contro le destre di ogni ordine e grado. E, per offrire un finto equilibrio informativo, invita esponenti imbarazzanti della destra a cui viene impedito di parlare poiché, quando aprono bocca, vengono soverchiati dalla canea urlante dei politicamente corretti.
Non è chiaro se i neomeloniani partecipanti accettino l’invito per masochismo, per mania di protagonismo o per un perfido disegno che mira a dimostrare la faziosità di Floris e della rete cairota.
E quando non bastano i fanti, per attaccare lady Garbatella ed i suoi famigli, il conduttore è pronto a coinvolgere anche i santi. Così nell’ultima puntata è intervenuta anche una suora che, con poche parole, ha buttato nel cesso duemila anni di cristianesimo ed ha spiegato perfettamente perché le chiese sono desolatamente vuote. La dottrina, Gesù, la fede? Tutte idiozie. Dio non chiama (e la Storia neppure) e l’unica cosa che conta è la comunità. Il “sacro” non esiste. Va beh, contenta lei.. Non si capisce perché debba ancora vestirsi da suora. Un abitino consigliato da Ferragni andrebbe benissimo per guidare la comunità politicamente corretta.
Però, da uomo intelligente, Floris ha tentato di chiedere ai suoi ospiti di provata fede democratica le ragioni del consenso popolare per lady Garbatella e per le sue sciocchezze mentre le geniali proposte politiche della gauche intello non vengono apprezzate. Domande senza risposte decenti. Se non quelle di Bersani (ospite abituale insieme all’armocromata Elly) che, in pratica, ha spiegato che i politici, quelli seri cioè loro, devono fregarsene della volontà popolare per andare oltre. Perché il popolo va guidato anche contro se stesso. “Il Comitato centrale ha deciso: poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo”. Siamo tornati a Brecht. Ma lui, a differenza di Bersani, era ironico..
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