Se non ora, quando? È la giustificazione preferita da sindaci, assessori, dirigenti. Ogni qual volta si interviene per effettuare lavori che creano disagi, di fronte alle proteste la risposta è sempre la medesima: se non ora, quando?
Adesso è toccato alle ferrovie italiane. Che, mediamente, funzionano male ma che, in questo mese di agosto, funzioneranno anche peggio. Per interventi strutturali su tutte le linee principali. Non c’è dubbio che la rete sia pessima e abbia bisogno di interventi radicali. Ma esiste un periodo “giusto” per intervenire?
Probabilmente no. D’inverno, al Nord, diventa difficile lavorare se le condizioni del tempo non sono favorevoli. E poi, d’inverno, si lavora e non si possono bloccare pendolari ed attività produttive. E d’estate? Si è andati avanti per anni a far la guerra alle auto private e ora, nel momento in cui è massimo il numero degli spostamenti, si invita la gente a rinunciare a spostarsi in treno ed a preferire l’auto.
In realtà alle ferrovie, come al governo ed agli operatori turistici, gli italiani non interessano. Tutti puntano sui turisti stranieri che, nonostante folli rincari, arrivano in aereo. Con la speranza che, a terra, scelgano di noleggiare un’auto. Dunque chissenefrega se i lavori bloccano i treni per gli italiani straccioni?
Ciò che, però, è intollerabile è l’atteggiamento delle ferrovie, e dei giornalisti di servizio, che esaltano la “generosa offerta” di rimborsare il biglietto del treno se il viaggio non viene effettuato perché è stato cancellato. Dunque io acquisto, per tempo, un biglietto programmandomi un viaggio e una vacanza. Prenoto un hotel, pago anche altri servizi collegati con il periodo di vacanza e tu, ferrovia italiana, mi cancelli il treno, mi fai saltare coincidenze con un aereo, mi fai perdere un giorno o più delle mie sacrosante vacanze e ti senti generosa perché mi rimborsi il viaggio che mi hai negato? E tutto il resto? I disagi, i ritardi, le spese sostenute e non rimborsate?
Niente da fare. Sei un turista italiano e devi ringraziare se almeno il viaggio in treno ti viene rimborsato. E puoi riprogrammarlo. Puoi andare al mare in novembre, puoi andare a visitare una mostra quando sarà terminata, puoi andare ad un concerto il mese dopo l’esibizione. È l’Italia, bellezza. E tu sei solo un suddito.

