Le truppe di Mosca si avvicinano a Kiev. Lentamente certo, anche se la sensazione è che il processo vada, progressivamente accelerandosi.
Di fatto, ciò che ancora resta in piedi dell’esercito ucraino non appare più in grado di opporre una efficace resistenza.
La stessa Kiev è, ormai, sottoposta ad un bombardamenti pressocchè continuo di missili e droni.
È finito il tempo in cui la vita vi scorreva normalmente, e qualche giornalista italiano, alla ricerca dello scoop, fingeva di affrontare e documentare attacchi russi. Mentre veniva guardato con derisione dagli abitanti della città.
Ormai tutto è cambiato. L’attacco russo sta giungendo sempre più in profondità. Le strutture economiche, i trasporti, i magazzini…tutto è paralizzato.
Sembra che la gente trascorra più tempo nei rifugi, nei sotterranei della metropolitana che per le strade.
La reazione del regine di Zelensky non cambia la realtà della situazione.
I missili ucraini – probabilmente governati da tecnici europei – colpiscono la Russia, certo. Fanno danni, uccidono, distruggono scuole e grandi magazzini.
Tuttavia sono solo atti di terrorismo, volti a seminare dubbi e paure. Non incidono sull’andamento reale del conflitto.
Zelensky spera in reazioni russe prive di misura. E che queste spingano la NATO ad un intervento esplicito e diretto.
Cerca di provocare una guerra mondiale. Proprio quello che, all’opposto, Putin sta cercando di evitare.
Tuttavia Mosca, ora, avverte Londra. Un avvertimento pesante, praticamente un ultimatum.
La Russia non intende più accettare che gli inglesi producano e forniscano missili a lungo raggio all’Ucraina.
Da ora in poi lo considereranno un atto, esplicito, di guerra.
Ed agiranno di conseguenza.
A ragionarci su, senza paraocchi, appare un atto assolutamente normale.
Londra arma gli ucraini. Fornisce missili ed esperti. Ovvio, scontato, che Mosca minacci ritorsioni.
Tuttavia i nostri Media la vogliono leggere in tutt’altro modo.
Sono i russi, i cattivi russi, che vogliono aggredire la pacifica Gran Bretagna. Sono loro che fomentano la guerra.
Non meriterebbe neppure un commento…
Però è evidente che la situazione sta, rapidamente, degenerando. E Mosca non è più disposta a fingere che la Gran Bretagna, e altri europei, siano fuori dalla guerra in Ucraina.
Anche perché la pazienza, dimostrata sino ad ora, non ha portato il governo britannico a più miti consigli….anzi…
Il rischio, dunque, è sempre più alto.
Al Cremlino cominciano ad avere sempre più ascolto quelle voci che vorrebbero farla finita sia con Kiev sia con i suoi sponsor, di fatto alleati, europei.
Voce che vorrebbero spingere Putin a prendere la decisione, radicale, di un intervento militare deciso. A tutto campo, fino a che la Russia si trova, come ora, in deciso vantaggio strategico.
Putin, certo, è un abile politico. E sicuramente sa bene valutare i rischi che un allargamento del conflitto comporterebbe.
Tuttavia non va dimenticato che è anche un militare, proveniente dagli alti ranghi del KGB.
E, sicuramente, non ha alcuna remora ad un’azione devastante, qualora lo ritenesse inevitabile
Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni. L’attivismo diplomatico degli USA, con Ratcliffe, e soprattutto quello del Vaticano, con Mons. Gallagher, lasciano sperare che vi possa essere ancora una soluzione.
Speranza estremamente esile…ma comunque una speranza.


