Torino rilancia il fiume Sangone per chi non potrà più permettersi la Riviera ligure

6 Settembre 2026

Lë slip a quadretin
la maja da pistin
mi ‘m campo ‘n mes ai ròch
a laserté come ‘n magnin
mi devo rustime
përchè ‘n bel neirass
a diso ch’a pias
e perciò: Sangon Blues

Sangon Blues, uno dei tanti brani di successo di Gipo Farassino. Quando il Sangone, uno dei fiumi torinesi, era un’alternativa ai fine settimana sulla Riviera ligure di Ponente. Quando il boom economico non aveva ancora coinvolto operai ed impiegati che, da lì a poco, avrebbero acquistato gli alloggi a Borghetto, a Pietra, ad Andora, a Finale.

Ed ora i torinesi, sempre più ricchi secondo i politici, stanno rivalutando i fiumi, i torrenti, la ghiaia dove stendersi risparmiando su autostrada, carburante, lettini ed ombrelloni. Non sarà immediato, perché servirà un anno per ripulire le sponde. L’acqua, quando c’è, non è proprio invitante. Più del Po, indubbiamente, ma bisogna accontentarsi.

“Se non potete permettervi la Riviera, state a casa”. Ecco, gli idioti da social saranno finalmente soddisfatti. I poveri resteranno a casa e gli idioti pagheranno sempre di più perché, con un calo delle presenze, gli operatori turistici saranno obbligati ad alzare i prezzi per mantenere gli stessi livelli di ricavi.

Magari, tolte le sterpaglie, sulle rive del Sangone arriveranno le bancarelle abusive per vendere bibite e panini. Ed i nuovi poveri, ex turisti da Riviera, saranno felici di arrostirsi al sole urbano, con aria non proprio pulita, con un clima non proprio salubre. Ma se non potete permettervi l’aria pulita, ammalatevi..

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