Tribunale internazionale, Chico Forti: lo squallido show del doppiopesismo italiano

23 Maggio 2024

È l’abbuffata del doppiopesismo. Quasi un’orgia. Ed anche in contemporanea. Perché al gioco del doppiopesismo partecipano tutti, destra fluida di governo ed oppofinzione pseudo progressista e per nulla democratica.

Si comincia con Chico Forti, riportato in Italia ed accolto come un eroe da Giorgia Meloni, tra le proteste di una sinistra non solo forcaiola ma indecentemente prostrata davanti alla giustizia yankee. Che, essendo statunitense, non può sbagliare. Altro che la solidarietà alla protesta filopalestinese nei campus nordamericani. Se gli Usa hanno condannato Forti significa che era colpevole. La nuova sinistra dei maggiordomi, essendo profondamente ignorante, non conosce la vicenda di Sacco e Vanzetti, ignora la vergogna yankee di aver messo in una gabbia, aperta alle intemperie, il più grande poeta statunitense, Ezra Pound.

Ma il doppiopesismo vale anche sul fronte opposto. Lady Garbatella vive genuflessa di fronte a Biden, si allinea al peggiore filoatlantismo della sua imbarazzante compagine di governo e poi celebra da eroe innocente un uomo condannato per omicidio dall’amata giustizia dell’adorato popolo statunitense.

Altrettanto indecente il doppiopesismo a proposito del mandato di cattura internazionale nei confronti dei vertici di Hamas e del governo di Tel Aviv. Immancabile l’intervento della senatrice a vita che ordina di non definire “genocidio” la strage che la banda del macellaio Netanyahu sta compiendo a Gaza. Certo, si può definirla “simpatica scampagnata”, “allegro diversivo”, ma resta un massacro indegno di donne, anziani e bambini. Le ha fatto eco l’altrettanto immancabile Tajani secondo cui non si possono mettere sullo stesso piano i 1.200 morti israeliani con i 30mila morti palestinesi. Perché, per il ministro degli esteri italiano ogni israeliano vale molto di più di 30 palestinesi.

E lo stesso vale per il governo statunitense che, era scontato, minaccia sanzioni contro la corte di giustizia. Perché la giustizia internazionale si deve applicare esclusivamente contro i nemici dell’Occidente collettivo, non contro i macellai amici.

Però i problemi non sono finiti. Tre Paesi europei – Norvegia, Spagna e Irlanda – annunciano che riconosceranno lo stato della Palestina. Rompendo il fronte dei maggiordomi di Washington. E la Norvegia assicura che rispetterà l’ordine di arresto per Netanyahu, qualora si recasse in Scandinavia. Roma, su questo fronte, ovviamente tace. Ma è evidente che se le decisioni del tribunale internazionale valgono solo quando fa comodo, tanto vale chiudere il tribunale.

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