Tutti pazzi per Kamala. In Italia

24 Luglio 2024

 

 

Insomma, Sleepy Joe lascia. E arriva Kamala la Bella. Sponsorizzata, già da vice, nientepopodimeno che da Barack Obama. Tanto entusiasta dell’ex procuratore generale della California, da suscitare – dicono i soliti bene informati – le ire di Michelle…

 

Ma, sinceramente, di questa, ipotetica, love story a noi importa ben poco. Anzi, non ce ne frega proprio niente, per essere espliciti. Perché qui è in gioco la Casa Bianca di Washington. Quella vera. Non quella di cartapesta di tante serie e film made in USA.

Tuttavia la bella Kamala sembra davvero un personaggio da serie Netflix. Costruito sulla base di un copione, neppure tanto fantasioso. Anzi, decisamente appiattito sulle mode correnti.

 

Afro…così viene rivenduta perché il voto afro-americano pesa sulla bilancia dei Dem.

Ma lei afro non è. La madre è una oncologa indiana, di stirpe nobile, addirittura brahamanica. Il padre un professore universitario di origine giamaicana. Che, in una intervista di anni fa, ricordò di discendere da una famiglia di schiavisti.

Non proprio il profilo etnico e sociale di un campione della minoranza nera.

Tuttavia lei ha sempre cavalcato i temi dei diritti delle minoranze. Minoranze etniche, Lgbtq, e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, cultura woke.

 

Ê personaggio costruito a tavolino. In laboratorio. E legata a quadruplo filo – come le marionette – ai centri di potere economici, al Deep State, che, quattro anni fa, l’hanno voluta come vice di Biden. Che non l’amava affatto. Venendo ricambiato di pari moneta.

 

Il progetto, neppure tanto segreto, era di giubilare l’ormai declinante Joe a metà mandato. Per ragioni di salute. E sostituirlo in corsa con Kamala. Gabola post elettorale dopo una elezione che di gabole, e brogli, è stata esempio da manuale.

 

Tuttavia non è stato possibile. La Harris si è rivelata il vice più inefficiente e, soprattutto, impopolare della recente storia americana. Roba da fare sembrare il povero Danny Quayle – scialbo vice di Bush senior – uno statista amato dal popolo.

E così la cricca intorno allo Studio Ovale ha dovuto tenersi Sleepy Joe sino a fine mandato.

E avrebbe continuato a tenerselo, non fosse stato che, ormai, la situazione si era fatta insostenibile. E palese in tutto il globo. Tranne che, ovviamente, nel nostro Bel Paese (dei campanelli) dove i grandi Media hanno continuato sino a ieri imperterriti a dipingere un Biden lucido statista dal grande respiro. Cosa che, per altro, mai è stato neppure quarant’anni fa.

 

Allo stesso modo, sempre i nostri Media stanno ora inneggiando a Kamala.

L’ineffabile Chicco Mentana si è spinto addirittura a farci vedere un sondaggio. Nel quale il gradimento della Harris era il doppio di Trump.

Peccato che fosse un sondaggio fatto (coi piedi) in Italia. Fra gli italiani. Che non mi risulti votino alle elezioni statunitensi.

 

In realtà Kamala viene candidata dai Dem perché nessun altro democratico di peso vuole rischiare la faccia, in uno scontro che danno già per perso.

Lei, Kamala, è la vice, e pertanto non può tirarsi indietro. E, soprattutto, non può dire di no ai Mangiafuoco che hanno costruito il suo personaggio. E la sua carriera.

Per carità…le elezioni statunitensi riservano spesso “sorprese”. Tuttavia, ora come ora, tanto ottimistico entusiasmo per le possibilità di vittoria della bella Kamala, lo si riscontra solo su giornali e televisioni italiche.

Universalmente note per la loro imparzialità. E la capacità di prevedere il futuro.

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