Ucraina. A che punto è la notte?

4 Luglio 2025

 

 

A che punto è la notte? La lunga, tremenda, notte dell’Ucraina. E la fosca notte di questa caricatura di Europa che chiamiamo Unione.

 

Perché appare evidente, a qualsiasi osservatore “onesto”, che la tragedia volge verso l’ultimo atto.

I Russi hanno ormai conquistato tutte, o quasi, le province contese, debellando un esercito ucraino che appare in rotta.

La conquista, o riconquista, del Donbas non pone però fine all’azione delle forze di Mosca. Che, ormai, stanno devastando tutta l’Ucraina, debellandone le forze militari, distruggendo gli impianti industriali, le reti di trasporto, i percorsi di rifornimento.

 

Non è dato, al momento, sapere fino a dove intenda spingersi Putin. Se si accontenterà (si fa per dire) delle regioni russofone, limitandosi a neutralizzare il resto dell’Ucraina sotto un profilo militare.

O se deciderà di spingersi sino a Kiev. Lasciando Leopoli ai polacchi. E di fatto ponendo fine a questa triste farsa di uno Stato Ucraino.

 

L’Ucraina tornerebbe così ad essere ciò che è sempre stata fino agli anni ’90 del secolo scorso. Una terra di confine, come dice il suo stesso nome.

 

Credo che Zelensky, con il suo entourage, sia ormai prossimo alla disperazione. O, forse, alla follia.

 

L’ultima speranza di un, massiccio, intervento della NATO a suo favore, è ormai definitivamente tramontata.

 

Trump ha la testa altrove. In Medio Oriente. E, per altro, vorrebbe da sempre un rilassarsi dei rapporti con Putin. Per allontanarlo da Pechino, e per riprendere delle relazioni d’affari molto importanti per Washington.

 

Il bellicismo degli europei, incarnato da quella triste e ridicola figura che è il Segretario della NATO, Rutte, si sta squagliando come neve al sole. Senza Washington.

Macron è già corso, praticamente in ginocchio, da Putin. Una, lunghissima, telefonata di oltre due ore.

 

Merz ha, completamente, cambiato toni.

Ora parla di pace, di accordi, di ricucire le relazioni… Probabilmente anche la linea di Black Rock, la potente banca d’affari da cui proviene il Cancelliere tedesco, è, al momento, mutata.

 

Quanto al bellicoso, almeno a parole, Starmer, sta venendo travolto da problemi, diciamo così, personali, e, al contempo, dalla crisi economica che sta mettendo in ginocchio la Gran Bretagna. Ben poco spazio per continuare a sostenere la guerra con Mosca.

 

E infatti Putin se la ride. Ed ha, addirittura, annunciato un taglio alle spese militari. Per destinare i fondi ad altro, scuola, sanità…

 

Ancora non è possibile dire quanto durerà questa lunga notte, questa agonia, dell’Ucraina. E neppure se, quando giungerà finalmente l’alba, esisterà ancora uno Stato ucraino.

 

Per ora la notte appare buia. Tenebra profonda. Priva di luce e di speranze.

Ma è sempre così prima che sorga il sole.

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