Ue. Lo stato delle cose

22 Dicembre 2025

 

 

Orbàn, Fico e il ceko Babis, si chiamano fuori. Non intendono partecipare al mega finanziamento a Zelensky per continuare la guerra, già perduta, con la Russia.

Denaro sprecato, lo ha definito Orbàn, con l’usuale, e brutale, franchezza.

Già, denaro sprecato. Eppure l’Unione insiste nel buttarli, a piene mani, nell’incendio ucraino. Nel regalarli – perché di un regalo si tratta – al regime più corrotto d’Europa. Fingendo di ignorare gli sprechi degli oligarchi di Kiev, che mandano il popolo al massacro, ma che si beano di tante, improvvise e immeritate, sovvenzioni. E i cessi d’oro sono solo minima parte di tanta, arrogante, ruberia.

 

È, però, interessante notare che Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceka si chiamino fuori. Orbàn è stato molto netto. Ed estremamente duro. Dare ancora soldi all’Ucraina è una, inutile, follia.

 

L’Unione Europea, dunque, si è rotta anche formalmente. Ed è, solo, un primo segnale. Perché il malessere vive sempre di più in altri paesi. Non solo dell’Est, viste le posizioni, sempre più differenziate, di Spagna e Belgio.

Bruxelles, e soprattutto Germania e Francia, hanno cercato di salvare il salvabile. I miliardi per Zelensky non verranno dai depositi russi congelati in Europa. Cosa che avrebbe fatto deflagrare la situazione, e portato ad una crisi finanziaria senza precedenti. Come ha avvertito la stessa Lagarde dalla BCE.

 

Tuttavia sono soldi, e molti, che verranno sborsati a spese, e totale carico, dei popoli europei. Che dovranno pagare con una, spaventosa, riduzione dei servizi, della sanità, degli stipendi e delle pensioni.

E questo solo per finanziare Zelensky. E per permettere alla Von Der Leyen di continuare la sua politica follemente bellicista. Anche per mascherare la corruzione della sua Commissione. E quella, naturalmente, sua personale.

 

Un gravame che molti popoli europei non sono disposti ad accettare supinamente.

Manifestazioni, vere e proprie rivolte di piazza, si segnalano a Bruxelles, a Parigi, in tutta la Francia e in molti altri paesi, dalla Grecia alla Germania.

Germania dove Merz sta cercando una qualche gabola giudiziaria per eliminare l’AfD, il partito nazionalista che ha, ormai, conquistato tutto l’est. E che sta avanzando massicciamente anche nei Länder occidentali.

E l’AfD è assolutamente contrario al conflitto con la Russia. Anzi …

 

Naturalmente, di tutto questo sui nostri Media non si fa alcun cenno. L’Italia, e gli italiani vengono tenuti in una sorta di torpore drogato. E disinformato.

Mentre la Meloni continua a barcamenarsi fra Washington e Bruxelles. Fa Trump e la Von Der Leyen. Sostanzialmente incapace di prendere una decisione netta. Cosa che le potrebbe, in primavera, costare molto caro.

 

E, soprattutto, che sta costando molto, troppo caro agli italiani. Dove, ancora, gran parte dell’opinione pubblica appare assopita. Stordita e inconsapevole.

Unica speranza, le crescenti proteste che vengono dagli agricoltori.

 

Speriamo , appunto, che sia un primo segnale di risveglio.

 

 

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