Un agguato al giorno, leva il medico di torno. Ormai è una costante nei notiziari. Chiunque si sente in diritto di aggredire un medico, un infermiere, un Oss. Perché l’attesa si protrae eccessivamente al pronto soccorso o dal medico di base, perché una domanda non ha avuto la risposta voluta, perché la cura non ha soddisfatto il (poco) paziente. Va bene qualsiasi motivazione.
D’altronde cosa rischia l’aggressore? Praticamente nulla. Una denuncia a piede libero, un processo tra anni e anni, sperando nella prescrizione. Una condanna ad un risarcimento che non sarà mai pagato poiché il colpevole risulterà, a quel punto, rigorosamente nullatenente.
E poi bisogna capirlo, l’aggressore. Magari aveva un dolore che non passava, magari aveva accompagnato un parente o un amico ed era preoccupato. Perché mai avrebbe dovuto accettare che prima di lui, con una sbucciatura al ginocchio, venisse curato uno che aveva perso un braccio e rischiava di morire dissanguato? Andrà sempre peggio, perché la mancanza di interventi spinge i medici ad andarsene.
Ma lo stesso vale fuori dai luoghi di cura. Bisogna capire i ragazzi che aggrediscono una giovane donna per rubarle soldi, smartphone e giubbotto: poverini, non possono permettersi di acquistare ciò che desiderano, anche perché rifiutano di lavorare, e dunque sono obbligati a rapinare i più deboli. Bisogna capire le bande di giovani criminali che assaltano coetanei isolati, anziani, donne. Basta che evitino di sfiorare parti sessualmente sensibili e poi possono fare ciò che vogliono.
Troveranno un sindaco, un assessore che – invece di pretendere un intervento della magistratura – proporranno di premiare i giovani criminali mettendo a loro disposizione una palestra, un campo di calcio, un alloggio per le rispettive famiglie. E le vittime? Un fastidio di cui non occuparsi.
Poi, però, si organizzano convegni in cui qualche genio si chiede le ragioni di questa violenza contro i sanitari, contro gli anziani, contro chiunque sia indifeso. E mai che qualcuno osi rispondere che la sicurezza dell’impunità è il maggior incentivo all’incremento delle aggressioni.

