Un languorino. La voglia di qualcosa di buono nella politica italiana

9 Agosto 2026

Non è proprio fame. Solo un leggero languorino e la voglia di qualcosa di buono in politica. Manca solo Ambrogio, l’autista della pubblicità dei Rocher Ferrero. Per il resto il caldo dell’estate ha favorito la nascita di nuove idee di partiti e movimenti. “Fatevi un vostro partito e vediamo quanti voti prendete”, direbbe Fassino se ci fosse ancora (tranquilli, non è morto, ma non lo considera più nessuno).

Marco Rizzo sta già girando l’Italia per presentare la sua nuova formazione, per Di Battista si attende settembre, tra i riformisti ci sono più sigle che elettori e, non a caso, anche il Corriere della sera sostiene la necessità di una candidatura di Silvia Salis, sindaco di Genova, alle primarie del camposanto largo per uscire dall’irrilevanza.

Ma c’è anche la società civile, turbata dal caldo urbano. A Torino il notaio Andrea Ganelli ha augurato buone vacanze avvertendo che, da settembre, la sua associazione Torino Globale organizzerà tavoli di confronto su temi specifici per offrire chances di rilancio alla città.

D’altronde per tutti i creatori di nuove iniziative e di nuovi movimenti vale la stessa logica: se possono governare Urso e Tajani, se hanno potuto governare Di Maio e Azzolina, Guerini e Orlando, De Micheli e Gualtieri, allora chiunque può fare politica con chances di governo.

E lo stesso vale per le Regioni ed i Comuni. A fronte di certi sindaci ed assessori, non è difficile trovare alternative meno indecenti.

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