“Non ci hanno visti arrivare”. Lo aveva detto l’armocromata Elly, poi ripresa da Giorgia Meloni nella versione “Ci hanno visti arrivare ma non sono riusciti a fermarci”. Ma per la cultura delle destre italiane vale una considerazione identica per le due dame: “La vediamo arrivare ma facciamo finta di niente”. Perché le iniziative trasversali si moltiplicano e ad infastidirsi sono gli esponenti della destra fluida di governo ed i rappresentanti della gauche in redazione, quelli che scrivono di “Destra maldestra” fingendo di credere che la cultura dell’area sia quella cosa strana che fa capo al ministro delle cerimonie partenopee ed ai suoi accoliti.
Nel mondo reale, invece, qualcosa continua a muoversi, in libertà e indipendenza. Domenica 23 giugno dalle ore 9 fino al primo pomeriggio, si terrà presso la caffetteria enoteca Teo 1936 in Via Carano 85 ad Aprilia, la prima edizione di “Un libro e un caffè”. L’evento organizzato dall’associazione culturale Identità e Territorio è incentrato sull’editoria non conformista. Sarà presente uno stand librario nel quale sarà possibile acquistare i testi, e alle ore 11.00 vi sarà una presentazione a cura di Emanuele Campilongo, sul ruolo e sulle tematiche care a questo mondo editoriale in grande crescita. Saranno sei le case editrici presenti, con una selezione del loro vasto catalogo: Aga, Aspis, Ar, Passaggio al Bosco, Ritter e All’insegna del Veltro.
“Viviamo tempi burrascosi, terribili ma allo stesso tempo affascinanti. Tempi – spiega Campilongo – in cui le Idee fanno paura e il pensiero non allineato viene criminalizzato. Ma per fortuna c’è ancora chi non accetta di conformarsi al pensiero unico – editori coraggiosi e infaticabili – che con la loro opera lanciano la propria sfida al mondo del globalismo. Un’occasione per conoscere da vicino argomenti ed autori che la cosiddetta cultura ufficiale cerca in ogni modo di celare al grande pubblico”.
Ma anche se la gauche in redazione si indigna e la destra fluida si innervosisce, le iniziative si moltiplicano e hanno la capacità – ignota al ministero – di mettere insieme autori con sensibilità anche molto diverse, con idee differenti ma che crescono nel confronto. È successo a Librincorte di Correzzola, succede in tutte le continue iniziative di Edizioni Sindacali dell’Ugl. E se non se ne accorgono i portaborse del ministro, se non se ne accorgono i giornalisti fedeli alla linea gauchista, non per questo il mondo si ferma.
