Un milione di posti di lavoro persi dall’industria europea in 4 anni. Ma potrebbe anche piovere..

29 Marzo 2024

Eurostat, l’ufficio statistico ufficiale dell’UE, ha riferito che la produzione industriale dell’UE su base annua è scesa del 5,7% a gennaio. E negli ultimi 4 anni l’occupazione industriale in Europa ha perso un milione di addetti. Però potrebbe anche andar peggio. Potrebbe piovere. Anzi, sta già piovendo. Ma i maggiordomi europei di Biden, per far ripartire l’industria, pensano esclusivamente alla produzione di nuove armi. Da regalare a Zelensky, impoverendo ulteriormente i popoli europei, così come imposto dai padroni statunitensi.

Eppure c’è anche chi fornisce ricette differenti. “Una caratteristica chiave di una crescita di alta qualità dovrà essere una maggiore dipendenza dai consumi interni”. “Per riuscirci è necessario aumentare il potere di spesa degli individui e delle famiglie”. Come dar torto alla direttrice generale del Fondo monetario internazionale (FMI), Kristalina Georgieva? Peccato che la sua ricetta sia rivolta alla Cina, e non all’Europa dove, al contrario, si preferisce ridurre il potere d’acquisto delle famiglie. Per di più imponendo nuove spese che, di fatto, penalizzano i consumi abituali ed utili a far ripartire le economie stagnanti.

Per i maggiordomi, però, le priorità sono altre. La guerra contro la Russia, in primis. E pazienza se le sanzioni sono state un danno soprattutto per i cittadini europei. In secondo luogo si punta sulla guerra commerciale contro la Cina. Che ha già beneficiato dell’avvicinamento obbligato della Russia, con un sensibile incremento dell’interscambio e con la possibilità di ottenere gas e petrolio a prezzi più bassi. Ma Pechino sta aumentando i rapporti commerciali con l’Asia centrale. Dai 70,2 miliardi di dollari del 2022 agli 89,4 miliardi dello scorso anno. E le esportazioni cinesi nella regione valgono 61,4 miliardi.

È comunque vero che la Cina sta affrontando un momento difficile per ciò che riguarda il consumo interno. Ma la produzione invenduta viene riversata all’esterno, con prezzi estremamente ridotti. Non solo in Russia o nei Paesi amici, ma anche in Europa. Che acquista prodotti cinesi ma riduce le esportazioni di prodotti tecnologicamente avanzati perché i padroni statunitensi vogliono penalizzare la Cina. Di conseguenza Pechino è stata costretta ad investire di più in ricerca e innovazione per diventare autosufficiente nei settori strategici. In questo modo si è sacrificata la crescita del benessere famigliare.

Ma, ancor di più, si è colpita l’industria europea che ha perso mercati ed è diventata meno competitiva. Dunque servirebbe più mercato interno. Un mercato rivolto ai prodotti industriali, anche agroindustriali. Invece maggiordomi come quelli italiani hanno lasciato che dilagasse il rincaro delle abitazioni, che sottraggono quote consistenti del reddito. E poi il rincaro dei prodotti alimentari, per cui si paga di più anche comprando meno. Ma ora arrivano anche le spese per la trasformazione ecologica. In pratica la parte di retribuzione spendibile per consumi famigliari viene azzerata, anche grazie a salari vergognosi. E la produzione industriale non può che calare. Certo, potrebbe anche piovere..

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